La prima edizione della Coppa dei Campioni d'Europa si tenne nel 1955-1956. Vi parteciparono sedici squadre, alcune delle quali invitate alla competizione: Milan, Aarhus, Anderlecht, Djurgården, Gwardia Varsavia, Hibernian, Partizan, PSV, Rapid Vienna, Real Madrid, Rot-Weiss Essen, Saarbrücken, Servette, Sporting Lisbona, Stade Reims, Vörös Lobogó. La prima partita del torneo, tra Sporting Lisbona e Partizan Belgrado, si tenne il 4 settembre 1955 e finì con il risultato di 3-3. Nella finale del Parco dei Principi di Parigi, il Real Madrid batté lo Stade de Reims per 4-3, divenendo la prima squadra campione d'Europa.

Negli anni a venire i madrileni consolidarono il proprio dominio continentale, aggiudicandosi il trofeo anche nel 1956-1957 (nella finale contro la Fiorentina allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid), nel 1957-1958 (nella finale dello stadio Heysel di Bruxelles contro il Milan), nel 1958-1959 (ancora contro lo Stade Reims, nella finale del Neckarstadion di Stoccarda) e nel 1959-1960 (all'Hampden Park di Glasgow contro l'Eintracht Francoforte, battuto per 7-3 nella finale con più gol della storia della competizione).

 Ma che "giro" di denaro a scapito proprio della tifoseria da salotto: Dove si potrà vedere il grande calcio? La Serie A, come detto, andrà in onda su DAZN nella sua interezza. Tre partite si potranno vedere anche su un’altra emittente: teoricamente Sky, potrebbero farsi avanti Mediaset e forse anche la RAI. Per seguire tutta la Champions League saranno necessari altri due abbonamenti: 121 partite a stagione andranno infatti in esclusiva su SKY, mentre le restanti 16 su Amazon. Mediaset trasmetterà sui propri canali digitali 17 partite in chiaro (il martedì sera più la finale) e altre 104 in streaming. Sky manderà in onda inoltre tutta l’Europa League e tutta la Conference League (la terza coppa europea al via dalla prossima stagione): per quanto concerne l’EL, però, è da registrare l’interessamento di DAZN, che potrebbe acquisire i diritti per la trasmissione in streaming, piazzando a quel punto un altro discreto colpo alla concorrenza.

Netflix trasmette la Champions League: quanto costa l'abbonamento

31 Luglio 2020


Netflix ha acquisito in Francia i diritti TV della Ligue 1, della Champions League e dell'Europa League aprendo interessanti prospettive anche per il mercato italiano

Una notizia che potrebbe cambiare per sempre il mercato dei diritti televisivi legati al mondo dello sport: Netflix dal 17 agosto 2020 trasmetterà in esclusiva in Francia tutte le partite della Champions League 2020 – 2021. La piattaforma di streaming dedicata alle serie TV e ai film ha trovato un accordo con Mediapro e avrà l’esclusiva per trasmettere la massima competizione europea sui propri “canali". Un colpo da 90 quello portato a termine da Netflix, che si lancia sul settore dei diritti TV e potrebbe cambiare per sempre l’assetto conosciuto finora.

L’accordo chiuso tra Netflix e Mediapro non è legato solo alla Champions League. Netflix, infatti, trasmetterà anche le partite della Ligue 1 e dell’Europa League, diventando la piattaforma di riferimento per tutti gli amanti del calcio in Francia. Le partite di calcio non saranno comprese nell’abbonamento standard di Netflix, ma sarà necessario acquistare un nuovo abbonamento che al costo di 30 euro mensili offre partite della Ligue 1, Champions League, Europa League, film e serie TV.

Anche se non riguarda concretamente il mercato italiano, la notizia è in realtà molto interessante, soprattutto in questo periodo in cui la Lega di Seria A sta discutendo sui diritti TV del triennio 2021 -2024, con la creazione di una media company da parte delle società che produce “in house" i match del campionato e poi li rivende ai diretti interessati, anche a piattaforme come Amazon Prime Video e Netflix.
Champions League 2020 – 2021 su Netflix in Francia

L’annuncio da parte di Netflix di aver acquisito per il mercato francese i diritti TV della Ligue 1, della Champions League e dell’Europa League è una notizia potenzialmente esplosiva. Dopo essere arrivata in oltre 200 Paesi in tutto il Mondo, esser diventata la principale piattaforma di video streaming per film e serie TV originali, Netflix ha deciso anche di puntare forte sui diritti sportivi. Provocando un vero e proprio scossone all’intero settore.

Questa decisione di Netflix avrà ripercussioni in tutta Europa, proprio nel periodo in cui la maggior parte dei campionati sta ridiscutendo i diritti TV per i prossimi anni. Già Amazon ha acquistato dalla Premier League la possibilità di trasmettere alcune partite su Twitch e ora Netflix rilancia con l’esclusiva della Ligue 1 e delle principali competizioni europee a squadre in Francia.

L’aspetto più interessante, però, riguarda il prezzo: Netflix ha annunciato che lancerà un nuovo abbonamento al costo mensile di 30 euro che includerà tutte le partite di calcio (Ligue 1, Champions ed Europa League) e tutte le serie TV e i film. L’unico requisito da rispettare è il vincolo annuale per l’abbonamento.

Netflix investe sul calcio, cosa può succedere in Italia

La Lega di Serie A sta discutendo in queste settimane su cosa fare per i diritti TV del triennio 2021 – 2024. De Laurentiis ha presentato un proprio piano che mette al centro la creazione di una media company con la produzione delle partite realizzate direttamente dalla Lega di Serie A che rivende ai diretti interessati il segnale. L’obiettivo è di allargare la platea delle emittenti interessate, aprendo soprattutto alle piattaforme on demand, Amazon e Netflix in primis. E l’accordo in Francia tra Netflix e Mediapro potrebbe favorire questa soluzione.
E chi sta pensndo di condividere gli account Netflix con amici e parenti potrebbe avere i giorni contati: il colosso dello streaming ha infatti annunciato di stare testando una nuova funzionalità che chiede agli utenti di confermare la coabitazione con il titolare dell’account tramite una procedura guidata.

Netflix, infatti, permette ai suoi utenti di creare fino a cinque profili diversi, con un solo requisito: tutti i titolari dei profili devono vivere nella stessa casa, in pratica devono essere una famiglia o comunque conviventi, altrimenti niente Netflix multiutente. Cedere uno dei propri profili all’amico che vive da un’altra parte, tuttavia, anche se ufficialmente non si può fare è stato tollerato per anni da Netflix. Ora, però, la concorrenza si è fatta agguerrita e Netflix stringe sulle condivisioni dei profili al di fuori delle mura domestiche. A questo serve la nuova procedura in fase di test.

Netflix multiutente: cosa cambia
Un piccolo numero di utenti Netflix sta ricevendo in questi giorni un messaggio che chiede loro di confermare che vivono con il proprietario dell’account. Per farlo devono inserire un codice inviato al proprietario via e-mail o via SMS.


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Gli spettatori possono ritardare la verifica e continuare a guardare Netflix, ma il messaggio riappare quando aprono di nuovo Netflix. L’idea è che se due persone vivono nella stessa casa è facile sbrigare la procedura in pochi secondi, ma se vivono lontani non lo è affatto.

In caso di mancata verifica, quindi, il multiutente potrebbe essere bloccato per il profilo non verificato costringendo l’utente ad aprire (e pagare) un account personale.

Netflix: la festa è finita
E’ stato un portavoce della stessa Netflix a chiarire, se mai ce ne fosse dubbio, che lo scopo di questa procedura è scollegare chi non ha diritto al multiutente: “Questo test è progettato per garantire che le persone che utilizzano account Netflix siano autorizzate a farlo“.

A chi usa l’abbonamento Netflix di qualcun altro, quindi, non resta che sperare che questo test resti un test: Netflix testa costantemente nuove funzionalità con gli utenti, ma non sempre ciò porta ad un vero cambiamento dell’app o del servizio.

La verifica dell’abitazione, quindi, potrebbe non essere allargata a tutti gli utenti anche se, va detto chiaramente, le parole del portavoce lasciano pensare proprio al contrario.

Ecco che nasce la SuperLeague

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