Venezia

Sul fronte delle Grandi Navi a Venezia «stiamo parlando non di un vezzo dei veneti ma di un Home Port, dove i turisti si imbarcano e sbarcano. E persa Venezia non ci sarà un'alternativa, perché si rischia che i turisti vadano in un altro porto Mediterraneo. A noi sta molto a cuore la crocieristica, un settore che coinvolge 1,8 milioni di persone, 160 milioni di fatturato e 4mila addetti». Lo ha riferito il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso di una audizione in Commissione Trasporti della Camera. «Le navi - ha aggiunto il governatore - hanno un percorso, possono entrare in laguna e raggiungere la Marittima, che è il nostro porto turistico, che è fuori dalla città. Noi abbiamo condiviso da subito l'idea delle navi fuori dalla Giudecca e dal bacino di San Marco», un porto OFF SHORE per eliminare il porto del Tronchetto, realmente aderente al centro storico di Venezia. Di proposte alternative ne so no state fatte diverse ma troppi sono gli interessi in gioco, e tra i primi, il grande indotto del turismo: ogni nave che arriv, PORTA A Venezia, oltre mille turisti più il personale delle nave, altre 100 persone circa che devono pur mangiare e dormire a meno che non restino in nave.<

L'ipotesi di spostare il porto a Porto Marghera, non risolve il problema perchè comunque le navi passerebbero in bacino San Marco e Venezia non sopporta, non può sopportare il moto ondoso di bisonti di 10 piani con relarive eliche e motori perennemente accesi. Venezia, 

Venezia da sempre ha dovuto convivere con l’acqua che la circonda e con l’erosione che essa provoca soprattutto alle rive. Motivo per cui queste ultime sono protette dalla pietra bianca d’Istria. In molti casi, per ampliare le zone edificabili, sono state riempite intere aree della laguna.

Prima di iniziare a costruire i palazzi che si affacciano sui canali, i veneziani piantavano dei pali di legno nel terreno così da renderlo più solido.
Come si legge nell’Atlante storico della Serenessima“Le fondamenta di tutti gli edifici si fanno di fortissimi pali di quercia o di rovere, che dura eternamente sotto l’acqua… Questi fitti con forza nel terreno e poi fermati con grosse traverse, et ripieni tra palo et palo con diversi frammenti di sassi e cementi, fanno per coagulazione et presa fondamenta stabili et ferme“.

 

Sopra venivano appoggiate delle tavole molto spesse ed uno strato di blocchi di pietra. Da qui iniziavano ad alzare i muri di fondazione. In altre parole, è come se Venezia fosse costruita su un bosco a testa in giù.

Gli edifici dovevano adattarsi a questo terreno instabile per questo motivo una delle caratteristiche degli edifici di Venezia è l’estrema elasticità, capaci di adattarsi ai movimenti del suolo. I muri portanti dei palazzi che si affacciano sui canali sono principalmente quelli perimetrali; la facciata, infatti, non ha funzione di muro portante, motivo per cui può essere forata con molte aperture come le caratteristiche finestre che illuminano le stanze ed i saloni dei palazzi.

Passeggiando per le calli ti sarà capitato di notare alcune pareti panciute o inclinate verso l’interno, questo avviene perché la tecnica con cui sono costruiti fa sì che le pareti non si aprano verso l’esterno, per evitare cedimenti, ma tendano invece ad appoggiarsi al tetto. I solai degli edifici sono anch’essi di legno, materiale leggero ed elastico e sono fissati ai muri con tiranti metallici, che si oppongono al collasso verso l’esterno degli elementi murari.

 

Dove arrivava tutto questo legno?

Da sempre il Cansiglio è stata la foresta della Repubblica Serenissima, che aveva la necessità di conservare aree boschive produttive ed efficienti che servivano per fornire legname all’Arsenale di Venezia per la costruzione di remi per le galee, le famose navi veneziane. 

Come si può leggere nell’Atlante storico della Serenissima, il legno di quercia arrivava dalle zone di Treviso, dal Friuli e in seguito anche dall’Istria, mentre abeti e larici dai monti, dalla Valsugana, Bassano e dal Cadore. Il legno arrivava lungo i fiumi Adige, Brenta, Piave.

 

I tronchi venivano legati tra loro a formare delle zattere e spinti grazie alla corrente fino a Venezia. Qui raggiungevano la Fondamenta delle Zattere,  per poi venire smistati. Alcuni tronchi venivano portati all’Arsenale di Venezia altri a San Biagio e alla Giudecca dove veniva conservata la legna da ardere. Altri tronchi ancora seguivano le rive e venivano portati dove erano necessari per costruire: “ontano in prevalenza per costipare il terreno, come ad esempio è stato fatto per il campanile di San Marco, larice per gli zatteroni che fanno da fondamenta: sistemando assi a mo’ di pavimento sulle teste dei pali tagliate ad altezza uniforme; mentre per le imbarcazioni serve un legno più prezioso, la quercia, per la carpenteria e la bordatura, il larice per gli interni, l’abete per gli alberi delle navi”. Navigando nella laguna, in barca o in vaporetto, ci si trova immersi in uno dei paesaggi più suggestivi che la natura può offrire. La laguna di Venezia è un mondo a sé, con caratteristiche uniche e dettagli che scandiscono la sua identità: acqua calma, fondali mediamente bassi, barene, rive ed isole che la abitano,.. in volo sulla barena   https://www.youtube.com/watch?v=bmJ5BBghMPk&amp;t=116s

BbENVENUTI  MESTRE

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  IN VOLO SOPRA ALLE BARENE DI VENEZIA      ---CANALE DEI PETROLI    la disateos manovra a venezia  nVE SFIORa i tavolini del bAR

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