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Matteo Salvini ha dato spettacolo

Ieri Matteo Salvini ha dato spettacolo da Massimo Giletti a Non è l’Arena dimostrando grande conoscenza di leggi, attualità e situazioni diverse durante l’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19. Come sempre, lo spettacolo è andato in scena nel silenzio del conduttore, che ha dimenticato anche stavolta di ricordargli qualche verità. Facciamo qualche esempio.
Le supercazzole di Salvini a Non è l’Arena
Il Capitano ha cominciato il suo spettacolo piangendo per la convocazione del tribunale dei ministri: “Mezza Italia anzi tutta l’Italia è ferma e qualcuno non ha meglio da fare che mandare a me una convocazione a Catania, per sabato 4 luglio, per la prima udienza di un processo per sequestro persona per aver bloccato uno sbarco. Mi sembra surreale con quello che sta accadendo tutti stiano fermi tranne…”. E ancora: “Visto che siamo in guerra si combatte il nemico e non di si guardano le spalle. Del processo ne parleremo a virus sconfitto”, ha aggiunto. Di questo abbiamo già parlato: il tribunale dei ministri di Catania lo ha convocato il 4 luglio per il processo sul caso Gregoretti, ovvero di quella volta che ha bloccato uno sbarco da una nave della Guardia Costiera italiana in base all’assunto che quei 131 migranti costituivano un rischio per la sicurezza dell’Italia. Naturalmente questo Salvini si è scordato di dirlo. Così come è un dettaglio che l’emergenza Coronavirus abbia fatto slittare anche il processo per vilipendio – dapprima al 20 aprile, poi con un altro rinvio – ma nell’occasione non abbiamo notato lamentele da parte del Capitano. Il punto vero è invece un altro. Ovvero che per tutti gli italiani invece i processi ufficialmente ricominciano non il 4 luglio, ma l’11 maggio.

matteo salvini processo
Questo, ovviamente, se davvero l’emergenza Coronavirus sarà nel frattempo rientrata al punto da permetterlo. Altrimenti quei processi slitteranno ancora, così come slitterà quello di Salvini. Quello di cui il Capitano si sta lamentando è che sia stata fissata una data per quel processo a cui non vedeva l’ora di presenziare fino all’altroieri. Ma fissare una data è compito e dovere del tribunale. Poi, con la coerenza che lo contradistingue prima ha chiesto di rimandare le inchieste sulle RSA in Lombardia alla fine dell’epidemia e poi è andato all’attacco di Vincenzo De Luca per l’annuncio del governatore sulla chiusura della Campania ai cittadini del Nord: “Mi piacerebbe che De Luca mettesse la stessa passione per riaprire gli ospedali chiusi in Campania e fare tamponi. La Campania fino a poco tempo fare era ultima in Italia per numero di tamponi fatti”.


Ora, non per essere puntigliosi ma De Luca ha messo in costruzione dal 10 aprile un ospedale che rimarrà, a differenza di quello della Fiera di Milano, come ha annunciato lo stesso governatore: “Alla fine della settimana prossima aprono i primi reparti attrezzati dell’ospedale mobile di Napoli. In dieci giorni facciamo un ospedale vero e la struttura, a differenza della Lombardia, non sarà smontata dopo l’emergenza. L’ospedale prefabbricato campano rimarrà perché è un ospedale vero con terapie intensive vere, modernissime”, ha detto il presidente della Regione, parlando anche delle terapie intensive in costruzione. “Facciamo un ospedale vero in dieci giorni. Con terapie intensive splendide, modernissime. Credo che sia bene anche sottolineare con soddisfazione e con orgoglio le eccellenze che abbiamo in Campania e anche le prove di efficienza amministrativa, per le quali credo che abbiamo conquistato il rispetto di tutti in Italia”, ha ricordato.
Salvini e le zone rosse
Non contento, il leader della Lega ha voluto anche tornare sulle bufale della zona rossa in Lombardia: “La zona rossa deve avere dei militari, questi dipendono dallo Stato e non da un sindaco. In primo luogo il sindaco ha la polizia locale. In secondo luogo, proprio ieri De Luca ha dichiarato Zona Rossa il comune di Saviano dopo i funerali del sindaco. Come ha fatto? In ultimo, persino l’assessore al Welfare Giulio Gallera ha ammesso di aver scoperto di recente che la Regione Lombardia poteva istituire una zona rossa nel bergamasco.
Più precisamente, la Regione Lombardia poteva istituire la zona rossa in base all’articolo 32 della legge 883/1978, che stabilisce al comma 1 la possibilità per il ministero della Sanità di emettere ordinanze di carattere contingibile e urgente in materia di igiene, sanità pubblica e polizia veterinaria; al comma 3 si stabilisce che il presidente della Giunta Regionale o il sidnaco hanno le stesse facoltà.
Giulio Gallera zona rossa bergamo 1
In tutto ciò bisogna ricordare che anche Attilio Fontana l’ha finalmente detta giusta: «Io non ritengo che ci siano colpe in questa situazione», ha replicato il governatore Attilio Fontana aggiungendo che «ammesso che ci sia una colpa, eventualmente è di entrambi». Salvini è rimasto indietro.

Su Twitter oggi c’è un hashtag (#lafigliadisalvinichechiedecose) che richiama quello che ha detto Matteo Salvini al Tg1, quando ha chiamato in causa la figlia che gli avrebbe chiesto “Papà ma perché quel signore in televisione ce l’ha con te, ti attacca e ti insulta?” (e lui, secondo l’aneddoto, le ha risposto: “Lascia stare, è Pasqua, si perdona”).

Salvini vuole mandare i pensionati a lavorare nei campi
19 Aprile 2020
Salvini pensionati nei campi
Dopo le RSA di Fontana, Salvini vuole mandare i pensionati a lavorare nei campi. La bozza della legge per regolarizzare i migranti per il lavoro nei campi, richiesta dalle associazioni dell’agricoltura, ha movimentato la vita dei canali social del Capitano, che da qualche giorno sta spingendo moltissimo sull’argomento dopo che il Corriere della Sera ha raccontato che tra i ministeri di Agricoltura, Lavoro, Interni, Economia e Giustizia circola, per ora in via riservata, una bozza di legge in 18 articoli nella quale si parla esplicitamente della loro «regolarizzazione» tramite una «dichiarazione di emersione dei rapporti di lavoro».
Salvini invece ha un’altra idea: a lavorare nei campi vuole mandare disoccupati, studenti e pensionati italiani. E chiede di reintrodurre i voucher per regolarizzare il rapporto di lavoro. Piccolo problema: nessuno oggi vieta a disoccupati, studenti e pensionati italiani di andare a lavorare nei campi. Eppure «con le persone colpite dal virus, quelle in quarantena e gli stagionali stranieri rientrati nei Paesi di origine che non possono tornare in Italia per il blocco della circolazione — spiega al Corriere il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti — nelle campagne mancano braccia. E siamo in un momento cruciale: si avvicina la stagione della raccolta degli ortaggi e della frutta estiva. Servono almeno 200 mila persone subito. Per questo abbiamo chiesto strumenti governativi che facilitino le assunzioni, come i voucher, o la possibilità di impiegare persone che hanno perso il lavoro o i cassintegrati»
Questo perché, come spiegava ieri su Twitter un avventore a Vittorio Feltri che contestava la stessa legge, “se le aziende pagassero il giusto, e non 3/4 euro l’ora, di italiani in campagna sarebbe pieno”. E probabilmente un imprenditore agricolo risponderebbe a quest’ultimo che se pagassero di più non converrebbe più raccogliere e nemmeno coltivare.
Insomma, se nei campi non ci sono disoccupati, studenti e pensionati è perché per il raccolto si guadagna troppo poco. E allora Salvini come pretende di mandarceli? Costringendoli? Alla fine è più realistico Luca Marsella di Casapound (che cita le 15 task force da 450 componenti del governo italiano sul Coronavirus):

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