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collaborzioni internazionali volatilizzate

Valori di pace, solidarietà, collaborzioni  internazionali volatilizzate in questa mia maturità: ytd-video-primary-info-renderer">Da bambino credevo ciecamnte nel valore  di alcune organizaioni mondiali come 

l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) tutela i diritti e il benessere dei rifugiati in tutto il mondo Forse perché di rifugiati si parlava ancora in casa come i pesone reali, vere, conosiute, magari distanti da noi, come origini, di poch decine di chilomtri, on la pwlle ello stesso nostro colore. Oggi c'è un altro concetto delle tutela dei diriti dei rifugiati. Vengono da lontano, sono neri e comunqu hanno la pelle di un altro solore, non parlano le nostre lingue europee, fanno fatica a capire il nostro moso di vivere ed llora non hanno più diritti di tutela. class="title style-scope ytd-video-primary-info-renderer">Chi di noi, sessant'anno fa avrebbe messo in discussione l competnza dell' OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, istituita nel 1948 con sede a Ginevra è l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata per le questioni sanitarie e vi aderiscono 194 Stati Membri di tutto il mondo divisi in 6 regioni (Europa, Americhe, Africa, Mediterraneo Orientale, Pacifico Occidentale e Sud-Est Asiatico).
L’Italia ha aderito ufficialmente all’OMS in data 11 aprile 1947. Secondo la Costituzione dell’OMS, l’obiettivo dell’Organizzazione è “il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute", definita come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”. Non solo non si occupa più dei "dimenticati", coloro cioè che pur non evendo malattie o epidemie, sofrono la fame e quindi non si possono certamnte deinire in uno stato di benessere fisico, mentale e sociale, maanche qundo di occuopa di malattie si presenta priva del carisma i cui disponeva alla fondaione. E' noto a tutti come, difronte lla pandemia del Covid 19, l'OMS si sia spezzata in fazioni i diverse tendenze terapeutiche e geopolitiche Io penso che sarebbe questa l'organizzazione che dovrebbe gestire il vasccino, appena pronto, conto il Covid ed evitare quelle speculazioni, già in atto, sui piani economici e geografici: chi deciderà chi si vaccina per primo e soprattutto, chi si e chi no. 

Ma quante "gaffess" hanno fatto i Mei dell' Organizzazion Mondiale delle Sanità, talmente tante da squalificarw, almweno ai miewi occhi, il valore dell'istituzione stessa. Quando er picolo, l OMS era il massimo della sciena, se parlavano i medici era per rtutti "oro colato"

Ecco la posizione di oggi di MSF

1. Collaborazione tra Stati e ricerca trasparente
Mentre è incoraggiante vedere come nelle iniziative di governi e attori internazionali sia sempre più ricorrente il riferimento al vaccino contro il Covid-19 come a un bene pubblico, è essenziale che i meccanismi che regolano la cooperazione tra stati e le modalità di distribuzione e di accesso al vaccino, una volta disponibile, siano chiaramente definiti in modo da garantire equità e inclusione di tutti i Paesi.

Esiste infatti una reale preoccupazione che si instaurino meccanismi a più livelli, in cui gli stati economicamente più forti si possano assicurare un vantaggio e una maggiore libertà di utilizzo del prodotto, rispetto agli stati più deboli.

In tempo di pandemia sarebbe auspicabile assicurare, con la necessaria coordinazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, una condivisione trasparente dei saperi, degli accordi sulle proprietà intellettuali esistenti e dei contributi pubblici ricevuti dall’industria farmaceutica cui non deve essere lasciata libera iniziativa nella definizione del prezzo e della distribuzione del futuro vaccino.

D’altra parte le Istituzioni internazionali devono arrivare a una chiara definizione delle procedure e delle regole in modo che i futuri prodotti medici sul Covid-19 siano disponibili e accessibili a livello globale.

2. Sospensione dei brevetti
Per consentire un accesso globale al vaccino e a terapie efficaci contro il Covid-19, tutti i provvedimenti politici e legali esistenti, inclusi quelli che regolano i diritti di proprietà intellettuale nel commercio internazionale (i cosiddetti TRIPS) dovrebbero essere incoraggiati.

Per permettere la produzione locale di prodotti farmaceutici in tutto il mondo, deve essere promosso l’uso governativo di licenze obbligatorie. È indispensabile includere, sin da ora, nei diversi tavoli negoziali, anche i Paesi a medio e basso reddito per favorire una ricerca che tenga conto ugualmente delle istanze dei sistemi sanitari più fragili.

3. Non ripetiamo gli errori del passato
Da quasi 50 anni i nostri medici vedono con i propri occhi quanto monopoli e prezzi elevati abbiano un impatto drammatico sulla salute delle persone. Per esempio, le terapie antiretrovirali che hanno sensibilmente ridotto il numero dei decessi da HIV/AIDS nei Paesi ricchi, sono sbarcate in Africa soltanto 10 anni più tardi con la produzione e l’esportazione delle prime versioni generiche indiane. Non possiamo permettere che accada di nuovo.

Il settore farmaceutico difficilmente andrebbe in crisi né subirebbe perdite anche in caso di una severa regolamentazione dei prezzi.

4. Un vaccino per tutti
L’accessibilità universale al vaccino contro il Covid-19 non è solo una questione di equità, ma è anche la precondizione necessaria per far sì che si inneschi il fenomeno noto come “immunità di gregge“, utile a scongiurare ondate epidemiche successive.

La probabilità che il virus possa circolare liberamente è inversamente proporzionale al numero delle persone vaccinate, che in un mondo globalizzato e interconnesso sappiamo essere cruciale. Immaginare di rimanere protetti dal proprio sistema sanitario e al sicuro dentro le proprie frontiere, oggi non è più concepibile: i virus valicano confini e la tutela della salute di tutti dipende dal modo in cui si organizzeranno le risposte globalmente. Nessun paese si salverà da solo.

Non chiediamo mica la luna. Facciamo #spazioallecure

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