08/12/2020

https://www.corriere.it/politica/20_dicembre_07/recovery-plan-ecco-bozza-governo-ma-italia-viva-non-ci-sta-d7093d5e-38cc-11eb-a3d9-f53ec54e3a0b.shtml

 

 

Il Consiglio dei ministri di ieri, le cui sorti erano già in bilico per i contrasti nella maggioranza sul Recovery plan, è stato interrotto poco prima delle 17, quando la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha dovuto lasciare la riunione perché positiva al Covid. L’incidente ha concorso a far terminare il consiglio senza che si assumessero decisioni sui punti di scontro, in particolare sulla governance, ovvero chi comanderà e gestirà i flussi di finanziamento che arriveranno in Italia col programma Next generation Eu (209 miliardi di euro tra prestiti e trasferimenti). Scontro che ha indotto Conte ad abbandonare l’idea di regolare la governance con un emendamento alla legge di Bilancio, per un meno rischioso decreto legge che potrebbe essere esaminato nel Consiglio dei ministri, che è stato aggiornato ad oggi.

Rivoluzione green

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, afferma Conte nella prefazione, intende rispondere alla domanda: «Che Paese vorremmo tra dieci anni?». Più moderno, più verde e più coeso, è la risposta. La fetta maggiore dei fondi Ue, pari a 74,3 miliardi, andrà al capitolo

«Rivoluzione verde», con ben 40,1 miliardi che saranno destinati alla «efficienza energetica e riqualificazione degli edifici», quindi anche alla proroga del superbonus al 110%. Al secondo posto, con 48,7 miliardi troviamo il capitolo «Digitalizzazione», a partire da quella della pubblica amministrazione (10,1 miliardi) mentre 35,5 miliardi andranno all’innovazione 4.0 delle imprese. Segue il capitolo «Infrastrutture» con 27,7 miliardi, di cui 23,6 serviranno per l’alta velocità ferroviaria e la manutenzione stradale 4.0. Al quarto posto «Istruzione e ricerca» con 19,2 miliardi, al quinto «Parità di genere, coesione sociale e territoriale» con 17,1 miliardi e al sesto «Salute» con 9 miliardi. Totale 196 miliardi cui si aggiungono 10,7 miliardi del programma React Eu che, dice il documento, dovrebbero arrivare nel corso del 2021 e verranno utilizzati per le agevolazioni fiscali nel Sud. Infine, finanziamenti residui per qualche miliardo fino appunto a un totale di 209. Il 70% delle risorse verrà «impegnato» entro il 2022 e «speso» entro il 2023, promette il governo.

 

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