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44 - La televisione

La televisione

All'inizio, nei miei pensieri era esclusa la televisione come dama di compagnia in camera, avevo deciso che, se e quando la stanchezza mi avesse dato modo, avrei lavorato con il mio computer, letto, ascoltato musica.

Il fatto che la degenza fosse d'improvviso destinata a prolungarsi a tempo indeterminato, mi ha fatto insorgere l'esigenza di tutto, ivi inclusa la televisione.

Non mi volevo far mancare niente che potesse essermi di aiuto a sopportare il periodo di ricovero.

La mia giornata, specie ilpomeriggio, era parò piena di visite che cominciavano più o meno alle quindici e finivano con il fuori orario di Milli verso le diciannove, ed anche oltre.

Arrivavo quindi alla sera (alle venti in ospedale è praticamente notte) stanchissimo, avevo cenato, avevo fatto la mia toilette e, tecnicamente, ero pronto per dormire.

Ma chi non si vergogna a prendere sonno alle venti di sera ? Bisogna restare su almeno un'altro poco.

Allora entrava in funzione la televisione.

Va detto che c'erano disponibili nove programmi in tutto, che il noleggio del telecomando costava quindici euro ed il noleggio del televisore tre euro e cinquanta al giorno,mica uno scherzo !

Ma a trovare un programma che mi interessasse era una impresa e mi rendevo conto che non erano tanto i canali passati che non erano gradevoli, ma ero io maldisposto a rilassarmi a guardarmi un film, ascoltare un po' di politica.

Davo la colpa al fatto che - per rispetto agli altri - andava ascoltata rigorosamente in cuffia e così, già solo nella stanza, mi sentivo ancora più solo.

I primi giorni, poi, proprio non c'era l'audio, bassissimo, ed io non sapevo se era dovuto al rispetto dovuto agli altri pazienti o al mio stato di malessere.

Solo dopo qualche sera chiesi a Milli di mettere le cuffie e di dirmi se tra le altre cose mi avevano leso anche i timpani; ridendo mi disse che proprio non si sentiva niente !

Ancora il giorno seguente, su segnalazione di Milli, venne un "tecnico" che dopo una attenta analisi ed approfondito studio, collegò il cavo audio.

Il fatto di sentire molto meglio non aumentava il mio sentirmi in compagnia.

Una sola sera, ricordo bene,siccome avevo invitato Milli ad andarsene a casa presto, a mettersi tranquilla in divano dopo una cena rilassante e  vedersi uno dei suoi programmi preferiti per un meritato riposo.

Io sapevo di che programma si trattava e me lo sono guardato anch'io, sentendomi in compagnia in questa maniera.

Pensavo a lei ed a fatto che immediatamente dopo la fine del programma si sarebbe addormentata e così ho fatto anch'io.

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