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A Voi come è andata ?

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53 - Ospedale all'americana

Ospedale all'americana

Mi sono trovato, in un momento di relax, a parlare con il Primario della organizzazione dell'ospedale ed in particolare del reparto.

Mi ha spiegato che, adesso, l'organizzazione è all'americana: sostanzialmente pochi posti letto, degenze sempre più brevi e polivalenza dei reparti.

Detto così il discorso non fa una piega: le degenze brevi sono condivise anche dagli ammalati e la polivalenza del personale è una tendenza diffusa in tutti i settori, se manca un operatore, subentra l'altro perché tutti sanno fare tutto.

Si commentava sorridendo che questo però comportava dei grossi problemi di logistica.

Io stesso, al primo ricovero per i prelievi istologici, sono entrato la mattina, ho atteso in sala d'attesa che si liberasse la stanza e verso le dieci ho avuto il mio letto.

Non mi è servito il pigiama perché direttamente mi sono spogliato, infilato la vestaglia da sala operatoria e, salito sul letto ho cominciato il mio itinerario verso la sala operatoria.

Probabilmente se la legge non prevedesse che un paziente non può essere dimesso il giorno stesso in cui ha avuto una anestesia generale, mi avrebbero anche mandato via.

La mattina seguente, sveglia all'alba ed invito a lasciare libera la stanza al più presto.

Altri degenti, in primis sono stati ricoverati in otorinolaringoiatria e, dopo quattro, cinque ore, sono stati trasferiti al loro reparto, visto che non avevano alcun disturbo pertinente ma, magari, una cardiopatia.

Così capitava spesso, la mattina, di vedere una transumanza di persone e letti da una parte all'altra del reparto e dell'ospedale.

Chi restava "fuori posto", riceveva tutta l'assistenza dal reparto di appartenenza effettivo quindi o si spostava lui o si spostavano i medici.

Anche sulla versatilità del personale, senza niente togliere alla loro professionalità, era estremamente difficile: un infermiere specializzato in otorino, difficilmente riusciva a passare dal cambiare cannule ad assistere un anziano e quindi molto spesso veniva lasciato in sospeso in attesa dell'intervento del personale del suo reparto.

La cosa più comica era quando arrivavano i pranzi: il paziente del 13A era stato spostato al 16B, il paziente del 5B era stato portato in cardiologia e così avanti; doveva mettersi il caposala, con tutti i suoi appunti e promemoria, a smistare i vassoi.

Forse sentirsi in un fast-food era veramente l'unica cosa che ci ricordava l'America. 

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