E' andato tutto bene, anche a voi ?

4 generazioni

Dalla più "grande", Costantina, alla più piccola, Anna

Sara, Arianna, Milli

le "mie" amate Donne

A Voi come è andata ?

A voi come è andata ?

CON I MIEI FRATELLI

Manca Chiara che non era ancora nata

A+ R A-

54 -La pastiglia

La pastiglia

Durante il mio ricovero, avevo con costanza e dedizione abituato gli infermieri a lasciarmi più o meno in pace: sui ritmi di alimentazione (con le sacche ed in sondino naso gastrico), alla velocità delle flebo, ai momenti che ritenevo avere più voglia ad assumere un farmaco, alla igiene del corpo e della cannula e via così.

L'unica cosa che i era rimasta era una pastiglia, bianca, non ricordo neanche di che farmaco, che doveva essere frantumata per poter essere sciolta nell'acqua, aspirata con la siringa e quindi spinta dentro al sondino.

La cosa mi seccava perché a mio avviso la quantità di acqua aggiunta, non era mai giusta, spesso era troppa e non sempre avevo voglia di ingurgitare acqua in eccesso: arrivava fredda nello stomaco e non la gradivo.

Così un giorno mi stancai e dissi all'infermiere di portarmi pure la pastiglia intera, che avrei provveduto io ad assumerla.

Mi hanno fatto presente che ci voleva un pestello per frantumarla e che era maglio provvedessero loro.

Risposi che non ero incosciente e che la pastiglia l'avrei presa, ma mi sarei, come per tutto il resto arrangiato.

Il mio atteggiamento nasceva anche dall'aver constatato che troppo spesso il personale faceva quello per cui erano stati chiamati ma sempre con l'atteggiamento di chi lo fa malvolentieri perché strapreso da altre mille cose. Non tutti, ovviamente, ma non potevo sapere chi sarebbe arrivato al suono del campanello.

La sera stessa mi arrivò, dentro una garzetta,la pastiglia intera e, con una certa aria di sfida mi dissero che erano curiosi di vedere come l'avrei fatta passare per il sondino.

Ricordavo che tra le mie "attrezzature" informatiche, mi ero portato anche un cacciavite, una forbice ed una pinza.

Ho chiuso la pastiglia dentro un involucro di carta e l'ho stretta con la pinza ripetutamente; quindi l'ho stemperai con un goccio d'acqua e me la sono assunta.

Dopo relativamente poco, l'infermiere è tornato e mi ha chiesto se avevo assunto la pastiglia.

Alla mia risposta affermativa mi ha chiesto come avevo fatto a macinarla senza battere, senza far rumore.

Gli ho spiegato il mio piccolo trucco ed onestamente ho riscontrato un notevole interesse perché avevo evitato di battere e, credo, soprattutto gli avevo risparmiato, di li in poi, un lavoro.

Dopo un paio di giorni, mi sono accorto che si erano muniti di una pinza, ma fatta appositamente per frantumare le pastiglie: le catturava, le stringeva e con una sola stretta erano pronte da sciogliere nell'acqua.

Io ero intimamente soddisfatto, e spero di averlo mascherato bene, ma infondo c'è sempre da imparare, da tutti!

Commenti offerti da CComment

Search