01-03-lLA COMUNICAZIONE UFFICIALE

E così fu, mi presentai il giorno e all'ora stabilite e iniziarono dal prelievo del sangue, radiografia e poi a seguire tutti gli altri. Sono stati solamente tre giorni, incredibilmente lunghi, passeggiavo lungo i corridoi contando i passi, ogni tanto, molto di nascosto, andavo anche a fumare, ma poi ero preso dal timore di essere scoperto. Ricordo che ad un certo punto è entrato in reparto uno strano personaggio: dava del "tu" al Primario, gli venne assegnata una stanza singola, come arrivato tirò fuori un portatile, un cellulare, carte da una borsa e lavorava, telefonava su e giù. Ogni tanto andava dal caposala e gli diceva "Fammi una cortesia, fammi un permesso di uscita di un paio di ore che devo andare ..." e questi compilava il modulo e poi quasi si scusava di doverlo far attendere per la firma del Medico responsabile il quale firmava ogni volta; entrava ed usciva dall'ospedale come fosse un albergo. A lui persino il pranzo e la cena erano fatti su misura o forse importati dall'esterno. Comunque cominciavo ad essere realmente preoccupato, e molto: non arrivavano notizie di sorta tranne che si "ventilava" che io avessi un tumore, figuriamoci, io un tumore, pensavo !

 

Comunicazione ufficiale

Dopo tre giorni di attesa, durante i quali non mi sono mancate critiche da parte di nessuno per via del fumo, fui convocato, per ricevere la lettera di dimissione, dal Primario che mi fece accomodare nel suo studio privato, e già la cosa mi appariva tremenda, quindi mi disse che io ero affetto da carcinoma laringeo diffuso, una neoformazione palatina e che a suo avviso sarebbe stata necessaria la laringectomia totale seguita da chemioterapia e radioterapia. Ma di cosa stava parlandomi ? Non comprendevo nulla. Quindi mi spiegò che era interessato il palato molle, la laringe e la faringe, con forma transglottica ... Continuavo a non capire ma questo non sembrava importagli molto. Mi disse che non c'era molto tempo da perdere e che mi avrebbe fissato direttamente la data del ricovero per questo intervento che a suo stesso dire sarebbe stato piuttosto invasivo e demolitivo. Era il 21 Settembre del 2001, un Venerdì e l'intervento venne fissato per il venerdì seguente perché, mi spiegò, "devo prendermi una mattina solo per lei che  l'intervento sarà lungo e difficile". Io credo si possa immaginare con quale spirito io sia uscito da quello studio. L'unica cosa che mi sentii di chiedere era un po' di più tempo per rifletterci perché mi sentivo catapultato dentro un problema che mi aveva sconvolto l'esistenza. Molto cortesemente mi rispose di si, e che avevo ben ragione a chiedere del tempo e che avrei anche fatto bene a sentire l'opinione di un altro medico, se lo ritenevo opportuno, ma di farlo a breve, senza porre troppi indugi per cui mi avrebbe tenuto a disposizione il venerdì seguente. Presi la mia lettera di dimissioni e me ne andai, sconcertato, ero talmente incredulo che non ero neanche depresso, solamente pensavo che avrei dovuto capire di più, meglio ... come sarebbe stata dopo la mia vita ?


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