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La castrazione chimica è un intervento volto ad interferire con la funzionalità sessuale), solitamente non definitiva, che porta alla riduzione della libido, della pulsione e della funzionalità sessuale operata grazie all'uso di opportuni farmaci (generalmente farmaci che agiscono a livello ormonale o psicofarmaci).

Inizialmente fu sviluppata come misura di prevenzione della reiterazione di violenze sessuali in soggetti colpevoli di tali reati (stupratori e pedofili) incapaci di controllare la pulsione. Spesso, la legislazione prevede che lo stesso violentatore possa richiedere la castrazione chimica su base volontaria, talora ottenendo sconti di pena.

In diversi Stati, quali Stati Uniti, Regno Unito, Israele, Russia, Polonia, Nuova Zelanda e Portogallo[, è attualmente in uso come trattamento medico e nel contesto di un percorso riabilitativo o come parziale alternativa alla reclusione.

In Russia e Polonia viene attuata senza il consenso del soggetto, qualora questo sia colpevole di violenze minori.

In generale, in Europa, l’adesione del condannato è volontaria e informata sui rischi per la salute. Alcuni paesi prevedono dei paletti. Limitazioni in base all’età del condannato sono ad esempio previste in Svezia, Finlandia e Germania: le età minime vanno dai venti ai 25 anni. Russia e Polonia prevedono che la castrazione chimica sia obbligatoria per i colpevoli di stupro su minorenni.

In Svezia, Finlandia, Germania, Danimarca, Norvegia, Belgio e Francia se ne fa un uso estremamente limitato e subordinato al consenso del condannato.

In Italia è stata invocata come pena di reati a sfondo sessuale da diversi esponenti della Lega.

Al di fuori dell'ambito della prevenzione o repressione del crimine, la castrazione chimica viene eseguita come fase preliminare nel trattamento ormonale per il cambiamento di sesso, da uomo a donna, nei soggetti transessuali. In questo caso, la trasformazione è irreversibile dopo circa sei mesi dall'inizio del trattamento farmacologico. Nel corso della storia è anche stata utilizzata per correggere quelle che un tempo erano considerate parafilie patologiche e immorali (come l’omosessualità) e come forma punitiva.

Farmaci utilizzati

I farmaci più in uso attualmente sono gli anti-gonadotropinici

  , gli anti-androgeni

  non-steroidei e gli agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine. In particolare viene utilizzato il medrossiprogesterone

 (3) che agisce sul cervello inibendo il rilascio degli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone, uno dei principali ormoni sessuali.

Specie negli Stati Uniti vengono utilizzati anche psicofarmaci, normalmente utilizzati nel trattamento di alcune patologie psichiatriche e noti per indurre pesanti disfunzioni sessuali, come gli antipsicotici che bloccano la pulsione inibendo l'azione della dopamina (uno dei neurotrasmettitori più implicati nello stimolo e nel piacere sessuale) e spesso stimolando la sintesi di prolattina nota per interferire col funzionamento sessuale; gli antidepressivi SSRI sono particolarmente utili perché generano un'ampia gamma di disfunzioni sessuali agendo sulla libido, il funzionamento sessuale e spengono la ricerca ossessiva del rapporto . Il loro meccanismo d'azione è di tipo centrale e in alcuni casi gli effetti sono irreversibili.

La castrazione è la somministrazione di farmaci che inibiscono chimicamente la funzione sessuale, la riduzione della libido e della reattività sessuale. Ok siamo tutti d’accordo. Sapete che è’ anche un trattamento sanitario invasivo e, se prolungato, invadente? Oggi tanti risponderebbero “chi se ne frega se un pedofilo o uno stupratore potrebbe riportare danni permanenti”, non che a me facciano pena anzi, ma il punto è un altro.

Esperti in farmacologia, sessuologia e psicologia non sono d’accordo su questa soluzione.

Chiediamoci il perché?

Secondo la maggior parte la terapia farmacologica non avrebbe effetti a lunga durata e non garantirebbe che il soggetto in questione non compia più azioni violente a carattere sessuale o di altra natura. Secondo alcuni sessuologi lo stupro è un reato d’odio che non ha nulla di erotico. La sessualità non è mera chimica e gli esseri umani non sono macchine biologiche.

Va ricordato che il primo organo sessuale è il cervello. “Anche con bassi tassi di testosterone si può raggiungere l’erezione e provare desiderio” spiega Marco Inghilleri, sessuolo e psicologo, vicepresidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione sessuale. E non è certo il solo a pensare che la castrazione chimica sarebbe totalmente inefficace proprio perché lo stupro come reato sessuale è essenzialmente un reato d’odio, che non ha nulla di erotico.

E’ un atto sadico mosso o dal tentativo di un riscatto della persona che lo compie o addirittura dalla volontà di degradare l’oggetto del suo desidero a una mera ‘cosa’.

Tra l’altro questo tipo di legge ha anche un costo elevato.

Allora nel dubbio non sarebbe meglio che fosse garantita la certezza della pena senza sconti o agevolazioni?

Allora cari politici cercate di tutelarci tenendo in galera chi stupra e vi prego di prendere  sul serio chi viene a denunciare qualcuno, oliate quella macchina burocratica che oggi è troppo macchinosa, e se servono Magistratispecializzati sull'argomeno, provvedete.

E voi magistrati non vi attaccate ai jeans troppo stretti o al fatto che una donna può aver ammiccato senza però voler arrivare infondo al rapporto sessuale.

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