Write a comment

Prima dell'intervento

Come ho scritto sul mio diario " Io speriamo", ero  molto preparato al ricovero ed ero convinto che me la sarei cavata con qualche giorno di degenza ed una lunga convalescenza.

Il venerdì solitamente non era giornata in cui la sala operatoria era a disposizione del reparto di otorinolaringoiatria, ma quel venerdì era speciale: ero previsto in chirurgia solo io e tutta la mattinata era dedicata al mio intervento: i medici si erano riservati tutto il tempo necessario per eseguire un intervento particolarmente complesso. D'altra parte io avevo firmato il consenso informato per qualsiasi tipo di intervento: avevo autorizzato il primario ad operare, durante l'intervento, come meglio riteneva opportuno a risolvere la situaziione, ivi inclusa la laringectomia totale. Entravo in sala operatoria che parlavo, respiravo, mangiavo ma non sapevo assolutamente come ne sarei uscito.

Tutto sommato, ero molto sereno, alla fine si trattava di vita o di morte, se non mi avessero operato sarei stato certamente  ad altissimo se non certo pericolo di vita. In sostanza affrontavo con serenità una situazione per la quale non avevo scelte: vivere  morire.

Il mattino l'infermiera era venuta nella mia stanza e mi aveva invitato ad indossare la camicia da sala operatoria, azzurra,  e le calze anti trombo, me le ricordo bene perché erano bianche, opache e semitrasparenti, con un elastico reggi calza rosso tanto da farmi sorridere e dire ce mi sembravo "pippi calze lunghe". L'infermiera ha annuito sorridendo ma poi molto seriamente mi ha spiegato che erano necessarie su richiesta dell'anestesista per evitare complicanze cardiocircolatorie. Alla fine, visto che mettevano tutto sul serio, ho anche smesso di sorridere e di cercare di sdrammatizzare.

Poco dopo che mi ero preparato, circa una mezz' ora, inytendiamoci, sono arrivate altre due infermiere, entrambe con la cuffia in testa, verde, con il camice verde e con gli zoccoli di plastica verdi. Non mi ci è voluto molto a capire che era arrivato il momento di partire per la sala operatoria .. Hanno fatto mettere una cuffia in testa anche a me, mi hanno trasferito o meglio, mi sono spostato dal letto della camera ad una barella e siamo partiti. Avevo freddo, la camicia mi copriva appena le spalle e - usciti dal reparto - l'aria era molto più fredda. Abbiamo percorso moltissima strada, attraversato l'intero ospedale da nord a sud, abbiamo preso ascensori a salire ed a scendere e finalmente siamo arrivati alle sale operatorie.

Passando nei corridoi ho scorto l'occhi dispiaciuto di alcuni altri pazienti: la mia destinazione non destava alcuna ombra di dubbio e nessuno sembrava proprio invidiarmi, così sono stato io che ho sfoderato un sorriso tranquillizzante, poi l'ho disinstallato perché ho pensato che qualcuno poteva anche prendermi per pazzo od incosciente nel vedermi entrare in sala operatoria col sorriso sulle labbra. Ma il mio non era un sorriso falso, ero semplicemente convinto che più presto si iniziava e più presto si sarebbe finito, dal giorno dell'intervento al giorno delle dimissioni i tempi si abbreviavano.

Il lungo tragitto era terminato ed io mi domandavo se non sarebbe stato meglio procedere adesso, in questa fase ad una vestizione sterile e non prima di attraversare l'intero ospedale incontrando persone in cappotto, le stesse infermiere che calzavano i copri scarpe avevano camminato per tutto l'ospedale ed adesso si arrivava all'area "asettica". In realtà mi sbagliavo: le infermiere in verde, una volta arrivate alla porta delle sale operatorie si sono arrestare ed hanno chiamato via citofono altre persone, questa volta tutte vestite di rosso, incluso il copricapo. Ho capito che l'area asettica iniziava in quel punto di scambio perché ancora una volta mi sono trasferito dalla barella "da viaggio" a quella da sala. Da qual momento tutti, ma proprio tutti hanno cominciato a darmi del tu ed a chiamarmi per nome e non più per cognome.

La procedura pre intervento, purtroppo la conosco molto bene, ma li si era in una condizione molto particolare: eravamo in una quindicina di barelle in coda, non tutti di otorinolaringoiatria, evidentemente, ma sembravamo in coda ad un casello. d un certo punto sono arrivati in tre a prelevare la mia barella, mi hanno spinto fino dentro un box, una specie di stanzetta piena di attrezzature, strumenti, cassettini da dove uscivano vari strumenti, man mano che servivano e che erano evidentemente tenuti tutti molto in ordine e predisposti. Ho capito che si trattava - evidentemente - di medici, questa volta: uno mi predisponeva l'accesso arterioso per anestesia e eventuali situazioni di rischio, l'altro mi misurava pressione, battito, cominciava a pormi domande, credo per distrarmi, ed un altro mi incollava tutta una serie di sensori del dolore. Allora mi sono permesso di chiedere a cosa serviva quella specie di cerottone che mi aveva posizionato a coprire l'intera fronte. Con molta cortesia l'assistente mi ha spiegato che in caso di percezione di dolore, da parte del paziente, una delle prime reazioni, quasi immediata, è  il corrugare della fronte e che in quel caso quel "cerottone" avrebbe inviato un segnale di allarme per dosare diversamente l'anestetico. Erano tutti molto gentili e continuavano a dirmi di stare tranquillo, ma io ero tranquillissimo, forse ero anche già un po' sedato, almeno lo credo perché non sentivo neanche una grande emozione. Ma se non lo sapevano loro, chi poteva saperlo ?

Ad un certo punto l'anestesista, penso, mi ha detto con calma: " Valentino, tranquillo che adesso ti addormentiamo " , non aspettavo altro che sentire questa fatidica frase e nonostante "l'ordine" di contare fino a dieci, non credo di essere arrivato neanche al tre.

Quello che è successo in sala operatoria, l'ho saputo solamente a posteriori, ovviamente e non proprio appena sveglio: solo alla rilettura della cartella clinica circa 4 mesi dopo quindi questa descrizione è fatta sulla base della ricostruzione degli eventi molto dopo l'intervento.

"Svuotamento laterocervicale destro, incisione rettilinea lungo lo scm destro ...Laringectomia orizzontale, tirotomia e laringectomia sovraglottica orizzontale da sinistra ...Dopo l'asportazione della porzione laringea  si apprezza infiltrazione della restante laringe destra  e si decide di convertire l'intervento in larinbgectomia subtotale (TIP) specie in considerazione del fatto che il paziente è tracheostomizzato e si spera nella possibilità di ripresa della respirazione per via naturale quale esito di un intervento ricostruttivo. Faringectomia laterale nella posizione della pregressa biopsia ed esame in estemporanea ... Ricostruzione con punti laterali della faringe e pessia della trachea con lo joide. Ricostruzione del piano muscolare e due drenaggi in redon. Sutura sulla cute.

Chiaramente scritto così può fare o impressione oppure generare disinteresse perché i termini utilizzati sono estremamente tecnici, certo che  "tomia" significa resezione, taglio, amputazione e di "tomie" mi pare di leggerne abbastanza, soprattutto la laringectomia subtolale che significa lasciare dalla bocca allo stomaco l'esofago e dalla bocca ai polmoni la trachea, tutto il resto via.

You must login to post a comment.
Loading comment... The comment will be refreshed after 00:00.

Be the first to comment.

config
I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Maggiori informazioni Ok Rifiuta