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Panico

Una volta passato il panico iniziale ( perché di panico si è trattato ) hanno cominciato a tenermi sotto controllo molto stretto e rigoroso, ma senza la cognizione di causa di quello che serviva la terapia che mi veniva praticata. Una infermiera era "addetta" al cambio settimanale del cerotto, una alle due iniezioni quotidiane di eparina ed una al prelievo del sangue per la verifica del tempo di coagulazione. Il primario pretendeva - ma senza una precisa strategia - che i miei valori sanguigni rientrassero nella norma della situazione. Alla fine sono stato dimesso con valori ancora alterati e solo grazie al lavoro quotidiano e costante.

Certo che non potevo alzarmi dal letto - teoricamente - me al bagno io ci andavo, accompagnato, e raccoglievo il necessario ad analizzare la mia funzionalità renale, in modo che nessuno si accorgesse che mi ero alzato.

Avevo perso il "gusto" di mangiare perché in rianimazione mi alimentavano si tramite il sondino naso gastrico, ma mi veniva somministrata una quantità di "energie vitali", perché di cibo non si poteva certamente parlare, tramite una macchina che mi nutriva automaticamente durante l'arco dell'intera giornata. Ora però la "fame" o meglio il bisogno di riempire lo stomaco, di sentirci dentro qualcosa, di far finta di mangiare, si faceva sentire e a seguito di un mio reclamo, mi è stato servito il mio primo pranzo: si trattava di una sacca di nutrizione enterale, una specie di quadrato di plastica a doppio strato, riempito  di una sostanza simile ad un minestrone omogeneizzato e freddo, non da frigorifero, diciamo a temperatura ambiente. In compenso mi sono state offerte due alternative: una farmela ingerire tramite l'ausilio di una macchinetta dosatrice, due, ingerirla da solo, sempre attraverso il sondino naso gastrico utilizzando uina siringa molto grande. Ho optato immediatamente per la seconda soluzione, l'idea di restare attaccato ad un'altra sacca mi spaventava non poco e poi .. se l'alimentazione era dosata automaticamente, mica potevo avere la sensazione di sazietà! La mia scelta si è dimostrata vincente perché poco dopo ho deciso di ingurgitare anche dell'acqua, al posto della zuppa, del succo di frutta .. non sentivo assolutamente i sapori perché il sondino faceva transitare direttamente nello stomaco quello che iniettavo dentro al tubicino, ma mi dava la sensazione di diversificare un po' e soprattutto di idratarmi, cosa della quale avevo veramente bisogno. La sete non passava perché bevevo, ma perché assumevo sufficienti liquidi. Ciò nonostante il mio peso continuava a scendere vorticosamente.

In compenso ero medicato e ripulito tutte le mattine, ed allora è iniziata una sequenza di ipotesi le più assurde, sulle cause dell' arresto cardiocircolatorio, sull'intervento violento dei medici di rianimazione che per intubarmi mi avevano rotto punti di sutura per cui i ritrovavo con una fistola aperta che mi impediva di deglutire regolarmente, che se tenevo duro sarebbe stato possibile . in futuro . rimuovere anche la cannula tracheostomica e perfino che avrei riacquistato parzialmente la voce, Il tutto mentre venivo medicato con compressioni abbastanza dolorose al collo in modo da recuperar e la chiusura della fistola provocata da altri ... Ma perché tutte queste "prese ingiro", quando andando a rivedere il consenso informato che io stesso avevo firmato, ma assieme ad altri cento documenti, era chiaramente indicato che c'erano tutte queste complicanze :

Possibili complicanze post operatorie

Ematoma (raccolta localizzata di sangue) in regione cervicale (del collo);

Fistole che necessitano di accorgimenti locali per favorirne la guarigione quali:

fasciature  a  compressione,  terapia  antibiotica,  fino  ad  un  eventuale plasticachirurgica se tali presidi conservativi non dovessero giovare;

Polmonite ab ingestis ,infezione polmonare dovuta alla penetrazione di materiale alimentare nei polmoni; si pu  verificare soprattutto nell immediato post-operatorio poichØ questo intervento  comporta la necessit  di un compenso funzionale della deglutizione che, generalmente, avviene in tempi brevi;

Recupero  funzionale della deglutizione, più difficoltoso nei casi in cui sia necessario allargare i limiti della resezione chirurgica per estensione del tumore a strutture limitrofe e/o associare uno svuotamento latero-cervicale (vedi il relativo  consenso  da  allegare);  in  genere  è  comunque  possibile,  anche  se  è prevedibile un allungamento dei relativi tempi di recupero;

Cicatrizzazione esuberante della cute (cheloide), evento generalmente legato ad una caratteristica congenita del paziente, oppure reazione abnorme a seguito di esposizione a raggi solari in qualsiasi stagione dell anno, maggiormente in estate;

Stenosi (restringimento) ipofaringee (della  porzione  inferiore  della  faringe), con conseguente difficoltà  alla deglutizione; Stenosi tracheale (restringimento della trachea), con difficoltà  respiratorie che potrebbe rendere necessari ulteriori trattamenti medici e/o chirurgici per poter chiudere il tracheostoma; l eventualità  che quest' ultimo si debba mantenere a permanenza è molto rara;

Tappi di muco rappreso che possono ostruire la cannula tracheale determinando una insufficiente penetrazione d aria; la loro formazione avviene soprattutto  nei  primi  giorni  del  decorso  postoperatorio  poiché  è  favorita  dal ristagno dell  abbondante secrezione catarrale, dalla respirazione non fisiologica con scarsa umidificazione dell aria inspirata e dall' insufficiente espettorazione dovuta anche alla dolenzia locale ed alla scarsa attività  fisica; L sufficiente, per liberare  le  vie  aeree,  togliere  la  cannula  tracheale  e,  qualora  il  tappo  si  sia fermato al di sotto di questa in trachea, aspirarlo; talvolta lo stesso aspiratore,

stimolando il riflesso della tosse ne favorisce l espulsione; il decesso per soffocamento dovuto alla formazione di un tappo di muco che non si riesce a rimuovere in tempo utile: é un evento rarissimo;

Fissit di  una  o  di  entrambe  le  corde  vocali  vere  in  seguito  ad  una  fibrosi cicatriziale dell articolazione crico-aritenoidea quale esito occasionale dell intervento; in tal caso può  essere utile la terapia fono-logopedica; di norma invece, secondo la  maggioranza  degli  Autori, L inutile  il  trattamento fono-riabilitativo postoperatorio, poichØ l unica alterazione vocale L dovuta ad una sfumatura del timbro per la perdita della minuscola quota di risonanza data dai ventricoli laringei di Morgagni;

Deglutizione inappropriata con conseguente inalazione di solidi o di liquidi,

dovuta  ad  alterazione  della  sensibilità    faringo-laringea  o  ad  ipomobilità    o fissità  delle strutture superstiti ( aritenoidi, base lingua e muscoli sopraioidei);

questa evenienza  può  causare delle infezioni importanti , soprattutto in pazienti decannulati , a carico dell albero tracheobronchiale ( broncopolmoniti ab ingestis ); va comunque sottolineato che le aritenoidi svolgono un ruolo fondamentale nel recupero della deglutizione, poiché favoriscono la progressione   del  cibo  verso l' esofago  funzionando,  anche  in caso siano ipomobili o fisse, da   scivolo ;

Realizzazione di una gastrostomia endoscopica percutanea (PEG),( che ho rifiutato) che consiste nella costruzione chirurgica, eseguita in anestesia locale, di un passaggio nello stomaco mediante una metodica che utilizza uno strumento a fibre ottiche durante l inserimento della sonda attraverso la cute e serve per la somministrazione di alimenti e farmaci nei casi eccezionali in cui siano prevedibili tempi lunghi per la riabilitazione alla funzione della deglutizione, evitando cos il passaggio del materiale deglutito nell' albero

tracheo-bronchiale con conseguenti broncopolmoniti;

Qualora Lei rifiuti la PEG o sia assolutamente impossibile, nonostante ogni trattamento riabilitativo attuato, il recupero della funzione della deglutizione con conseguente  inalazione di cibi solidi e di liquidi può  portare ad importanti complicanze settiche (broncopolmoniti ab ingestis) si renderebbe necessario il ricorso ad una laringectomia totale (vedi il relativo consenso);

Recidiva della lesione, molto rara ma non impossibile, quindi sono necessari controlli  periodici  secondo  le  indicazioni  che  successivamente    Le  verranno fornite;

Complicanze  anestesiologiche:  legate  ai  rischi  dell  anestesia  generale,  con possibili complicanze anche molto gravi come lo shock anafilattico.

In sostanza non c'era niente di strano o di imprevedibile, nemmeno lo shock anafilattico, senza andare in cerca della stimolazione del nervo vago !

Comunque il peggio era passato, l'esperienza in terapia intensiva mi aveva molto provato ma non depresso, desideravo fortemente venire fuori da quell'insieme di problematiche che mi travolgevano.

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