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Anni bellissimi

Io non credo proprio che sia stato solamente il fato di avere smesso di bere che mi ha fatto cambiare stile di vita, penso piuttosto, come aveva sottolineato Tarcisia a suo tempo, che il meglio  di me era nascosto dentro ad imbruttimento generale dovuto si all'alcool, ma come conseguenza del dolore, della fatica, delle emozioni, della solitudine, dell'incertezza, dello sfascio professionale, dello stress che avevo vissuto nel periodo dal 1999 al 2004 e probabilmente anche da molto prima del 1999, con la mia ex moglie. Le energie non mancavano proprio e riuscimmo ad avere anche una vita sociale piuttosto ben organizzata: uscivamo per una pizza con gli amici, ci si trovava con i migliori colleghi ed amici per passare una serata in compagnia, invitavamo a pranzo da noi anche le famiglie ed anche Milli sembrava ricevere una ottima influenza dal mio nuovo modo di essere. L'anno seguente, nel 2005, avevamo maturato realmente l'idea di una convivenza definitiva e ne eravamo certi, decidemmo quindi di avviare anche il restauro del bagno, che era la stanza più degradata della casa. Disegnai con molta cura e dettaglio tutto il progetto con il mio computer nuovo che nel frattempo avevo collocato in casa e lo discussi a lungo con Milli perché secondo lei era sufficiente cambiare le piastrelle mentre secondo me era necessaria una ristrutturazione di fondo, rifare impianti di carico, scarico, impianto elettrico, insomma, le piastrelle sarebbero stato l'ultimo ritocco quando il resto dei lavori fosse finito. Fui un incosciente perché chiedemmo a vari impiantisti di farci un preventivo e sembrava giocassimo al rialzo perché ognuno che veniva portava un preventivo più alto fino al punto che uno ci disse che avremmo dovuto andare in albergo per sette giorni mentre lui lavorava in casa. Presi una decisione un po' folle e decisi di farmi tutto io, dalla demolizione agli impianti, fino alla ricostruzione. Facemmo un nostro preventivo, sia di spesa che di tempi e decidemmo o meglio Milli decise, di fidarsi. Fu una vera e propria avventura perché oltre ai lavori veri e propri in bagno, rompendo i muri, mi resi conto che anche tutto l'impianto elettrico della casa era da rifare: non si sarebbero potuti allacciare i nuovi elettrodomestici di potenza elevata, ad impianti obsoleti, poi, considerato che si stava rompendo, passammo anche tutto l'impianto di condizionamento e tutta la predisposizione, in prospettiva futura, nella rete elettrica dell'appartamento. Io non ebbi particolari problemi per avere le ferie, il mio capo, Angelo, considerava la mia presenza in ufficio un disturbo per cui non ebbe alcun problema a concedermi tutti i giorni di ferie residui e farmeli consumare. Così lavorai duramente e riuscii nel mio intento. Nel 2005 fui convocato dal mio capo Angelo che mi disse che il modo in cui io stavo gestendo il mio lavoro non lo soddisfaceva perché non dava risultati statistici corrispondenti a quelli che lui aveva presentato a preventivo in azienda. Avemmo una ed anche più d'una, discussione vivacissima perché io difendevo a muso duro le mie posizioni e sostenevo che se lui voleva alterare i dati a consuntivo questo non era problema mio, io gli fornivo dati certi, comprovati, li davo a lui e poi lui avrebbe potuto farne quello che preferiva, ma non avrei cambiato il ,io modo di valutare in termini monetari i tempi ed i metodi di lavoro dei miei colleghi e collaboratori. Trovai la sua malafede fuori da ogni discussione e moralmente offensiva della mia morale. Ovviamente lui aveva agganci in direzione ed io dalla stessa venivo ignorato per cui alla fine ebbe ragione lui. Io pensai a lungo se accondiscendere alle sue richieste o rispettare la mia etica morale a costo di doverla pagare ulteriormente in azienda e decisi di non flettermi. Mi venne cambiata la mansione e mi venne affidato quello delle certificazioni di qualità e di omologazione di ignifugazione per alberghi, navi e luoghi pubblici in generale. Non posso dire che accettai, subii, si. Poiché si trattava di un lavoro assolutamente nuovo per me e le normative a livello internazionale erano e sono estremamente diversificate in base allo Stato in cui la documentazione deve essere presentata, chiesi ad un vecchio amico e fornitore, Massimo, di ricevermi un giorno a Prato per darmi una infarinata generale sull'argomento certificazioni italiane, internazionali e navali. Mi rispose che lo avrebbe fatto ben volentieri e che mi avrebbe avvisato per la data più adatta per lui. Angelo non era sempre a Venezia e un giorno Massimo mi telefonò per dirmi che un suo cliente gli aveva disdetto un appuntamento e che sarebbe stato del tutto libero per me. Non aspettavo occasione migliore, telefonai a Milli e le chiesi se fosse disposta a venire con me a Prato il giorno dopo a farmi compagnia in questa primissima uscita ufficiale per l'azienda, da dopo l'intervento di tracheotomia ed ottenni una risposta entusiastica. La mattina seguente, con la macchina che nel frattempo io e Milli ci eravamo comprati, partimmo mattina presto per Prato. Io ebbi la mia "lezione privata" mentre Milli gironzolava per il bellissimo centro storico di Prato che io conoscevo bene e che le avevo consigliato come area pedonale magnifica. Finite, in mattinata, le mie lezioni, mi sono ricongiunto con Milli, abbiamo pranzato e siamo rientrati a  Venezia. Avevo avuto grossi problemi a sostenere questa "chiacchierata" molto lunga ed impegnativa ed avevo anche trovato veramente moltissima comprensione ed affetto da parte di Massimo che aveva avuto la pazienza e la determinazione di spiegarmi più cose possibili ed attendere con santa pazienza le mie interrogazioni. Ero pienamente soddisfatto. Al mio rientro in azienda fui ripreso da Angelo che mi disse che io non ero autorizzato a muovermi per ordine e conto della ditta e cha d'ora in poi avrei dovuto chiedere personalmente a lui prima di prendere iniziative. Gli risposi di calmarsi e che avrei preso un giorno di ferie e non avrei richiesto alcun rimborso all'azienda, e che quindi il mio viaggio di formazione professionale a Prato sarebbe stato offerto da me ...  Lo presi come un ulteriore attacco di mobbing, io sapevo dentro di me di non essere capace di fare un lavoro se non ne avevo la competenza per cui, in base agli insegnamenti di Massimo, mi predisposi tutti i modelli italiani e internazionali su carta intestata, feci una richiesta al CED per avere l'accesso ad alcuni dati necessari e mi riorganizzai il lavoro. Preparai dei fac-simili per ogni Nazione ed inviai il tutto a Massimo per farmi approvare il lavoro. Lui mi telefonò e mi disse che era perfetto, andava bene su tutti i fronti e che era veramente felice di potermi essere stato utile. In questa fase della mia vita il lavoro lo vedevo solamente come strumento per vivere, non mi interessava più nulla se non farlo al meglio ma senza aspettarmi soddisfazioni, quelle le stavo cercando altrove. L'anno seguente fu la volta della cucina, presi dall'entusiasmo dei rinnovi da una parte e riscontrando che unendo le forze era realmente tutto più facile sotto tutti i punti di vista, da quello economico a quello della energia, io lavoravo e lei preparava il pranzo e quando poteva dava una mano ed io a lei. Andammo a scegliere le nuove piastrelle per il pavimento, per il rivestimento e, dulcis in fundo, ci scegliemmo una cucina, intesa come mobili ed elettrodomestici, completamente nuovi. Riuscimmo comunque ad andare in ferie sul Gargano, questa volta vicini al mare, direttamente in spiaggia: oramai tra i lavori in bagno, e quelli in cucina, avevo imparato a proteggermi abbondantemente dalla sabbia e dalla polvere, viaggiavo serenamente con la mia cannula personale di scorta ed ero sereno e molto tranquillo. Sempre nel 2005, ebbi occasione di dimostrare direttamente al Re Leon che non ero del tutto perso: avrebbe dovuto festeggiare il suo cinquantesimo anno di lavoro e per l'occasione avrebbe affittato l'intero teatro La Fenice di Venezia per una sera ed avrebbe inviato inviti alla presentazione di un'opera creata per lui a ospiti di tutto il mondo. Io pensavo che si sarebbe rivolto ad una apposita agenzia ed invece chiese a me, in collaborazione con la sua segreteria di sviluppare l'intero progetto. Onestamente ci misi anima e corpo, riuscii ad ottenere la teatro la planimetria esatta dei posti a sedere, di platea, galleria, balconate e palco d'onore, su quella sviluppai il database degli inviti, con relativi indirizzi, numero persone, importanza, ruolo secondo i parametri che mi erano stati dati. Riuscii a sviluppare, lavorandoci su anche a casa, sinceramente, un programma con il quale il Re Leon "giocava" a posizionare gli invitati, rimuoverli, aggiungerne e tutto in maniera interattiva e visualizzabile, alla fine, su carta, che lui amava molto più dei video. Fu un vero successo, anche perché le cose andarono veramente alla perfezione: inviti per tempo, personalizzati, posti esatti, precisi, assegnati assieme agli inviti, mille posti a sedere assegnati con la massima precisione. Mi fecero i complimenti anche gli operatori del teatro ma sinceramente la gratifica più grossa la ebbi in sede quando davanti ad Angelo, il Re Leon mi riconobbe le "mie vere ed abituali qualità". e vedere Angelo morire di rabbia e nervoso era la vera soddisfazione. Evidentemente dovette riprendere in considerazione alcuni atteggiamenti nei miei confronti ed un giorno mi convocò nel suo ufficio per sottopormi un problema di progettazione tessile al quale non riuscivano a dare una soluzione tecnica. Lui, Angelo, sapeva benissimo che io possedevo una enorme esperienza sia di progettazione teorica che tecnica che pratica perché ero sempre stato in fabbrica a lavorare assieme agli operai. Mi espose il problema e gli dissi che io lo avevo analizzato già da diverso tempo e che avevo elaborato una mia soluzione assolutamente innovativa tanto che contavo di brevettarla. Mi disse che bluffavo, gli risposi che ero già in contatto per l'acquisto di un vecchio telaio e che poteva verificare, e che ero d'accordo con una persona, Silvano, che lui conosceva benissimo, per farlo venire a Venezia a condividere il progetto. Mi disse di esporglielo ed io mi rifiutai. Passò alle minacce perché sosteneva che le mie idee erano di proprietà dell' azienda, gli risposi che di lui non mi fidavo, che se me ne avesse parlato il Re Leon avrei preso in considerazione la proposta, in caso contrario nessuno aveva sufficiente stima da parte mia per essere depositario della mia fiducia, prendere o lasciare .... Mi attendevo di essere prima o poi chiamato dal Re Leon ma evidentemente fu talmente subdolo da non parlargliene pur di non dovermi segnalare come persona "capace", ed il mio progetto di brevetto me lo porterò con me, tanto prima o poi qualcuno ci arriverà e non è un metodo salva vita ma solo un modo di fare stoffe belle ... e costose, ma a chi erano destinate non hanno problemi di denaro.

Il 2007 fu l'anno della nostra camera ed il 2008 quello delle camerette delle ragazze. L'impianto elettrico era terminato tutto ed era stato tutto incassato, la vita andava bene e furono i momenti in cui Sara, mia figlia, decise di rientrare definitivamente da Londra in Italia per restarci e mettersi seriamente a studiare. Per me fu un'altra gioia: a me avevano vietato l'aereo ed a pensare di fare in macchina o in treno Venezia - Londra a Milli "veniva male". Anche questo evento, non di scarso rilievo, aumentava fortemente la mia ritrovata voglia di vivere.

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