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LE  VACANZE

 Negli anni della mia prima giovinezza, il riposo settimanale era previsto solo per la domenica e le "feste comandate", nel pomeriggio.

In tale periodo ricordo di aver goduto di una sola vacanza per una gita in bicicletta, assieme ad un gruppo di altri ragazzi della parrocchia, sul Montello di Treviso.

Ricordo anche la stanchezza estrema per la corsa per chi, come me, non aveva mai avuto una bicicletta propria da usare a piacimento e quindi per allenarsi di divertirsi un poco anche a Sant'Erasmo .

Non avevo mai visto una collina e tanto meno una montagna e mi stupì la bellezza del Montello: mi pareva un sogno, un paese meraviglioso.

 Nelle belle giornate di sole da Sant'Erasmo potevamo scorgere le montagne, ma non avevo un'idea di come erano viste da vicino.

Il primo viaggio in treno l'ho fatto quando, nel 1943, sono stato chiamato al servizio militare, a Gradisca di Gorizia.

Il viaggio non mi è dispiaciuto anche se il treno non era per nulla accogliente e comodo!

Viaggiare senza camminare mi pareva una cosa straordinaria perché non mi era mai successo.

Dopo un paio di anni da quando mi ero sposato, Costantina ed io abbiamo realizzato un desiderio forte: andare a Bassano del Grappa in treno col nostro piccolo primogenito, Lucio.

Abbiamo attraversato il famoso "Ponte di Bassano" e ci siamo avviati lungo le rive del fiume stesso, abbiamo percorso le strade principali e ci siamo fermati davanti a tanti negozi caratteristici, siamo poi ritornati alla stazione ferroviaria per tornare a Venezia.

Non mi ricordo bene quanto ci siamo stancati, ma è stato tanto. Abbiamo cominciato a sognare un'auto familiare, ma con la consapevolezza che, forse, non l'avremmo potuta mai comprare e non avremmo, forse, neppure imparato a guidarla.

Sono dovuti passare circa venti anni per avere a disposizione una auto familiare e realizzare la gioia di andare in vacanza quasi tutti gli anni, dal 1968 al 2000 circa.

Da alcuni anni non vado più in vacanza perché mi sento vecchio e mi pesa guidare l'auto con un traffico sempre più complicato: la vita che conduco da quando sono andato in pensione mi è risultata non proprio una vacanza permanente, ma quasi.

Ora non vado più da nessuna parte in vacanza anche perché la mia salute e quella di Costantina non sono più quelle di prima.

Non soffro più di tanto per la mia attuale condizione, ma non posso negare che mi ricordo con nostalgia i viaggi in macchina a Jesolo, nel trentino, nel Montello, per raccogliere castagne, funghi, more. . .

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