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Rapporto con le mucche

A casa mia sono arrivate prima due mucche, poi altre due e altre due ancora.

Ero in piena adolescenza.

Quando mio padre e mio fratello maggiore, Bruno, arrivarono accompagnando le mucche, un giorno che non ricordo bene, fu una gran festa per tutta la nostra numerosa famiglia: era arrivato latte per tutti, si potevano fare burro e formaggio!

Ho visto particolarmente emozionata mia madre, è nato subito un problema su come gestirle (si diceva "governarle"!), mungerle, pulirle, e nessuno di noi aveva abbastanza pratica in merito.

All'inizio tutti avevamo da fare per procurare l'erba, tenere pulita la stalla, trasportare in apposito luogo gli escrementi. . .

Un po’ alla volta, con qualche inconveniente, noi ragazzi abbiamo imparato a trattare le nostre "bestie" adeguatamente.

Quando ne avevamo sei da gestire era un lavoro assai impegnativo e quindi abbiamo deciso di stabilire dei turni per dividere la fatica.

Due cose in particolare mi hanno messo in difficoltà: imparare a mungerle bene ed accettare di rimanere a casa per accudirle anche nei pomeriggi estivi.

Non sono riuscito mai a mungere con abilità, scioltezza e disinvoltura: mi facevano male i muscoli delle braccia e delle mani e non riuscivo a sintonizzare i ritmi della mungitura: ero un po’ imbranato!

Quindi svolgevo il mio compito con notevole disagio.

Altro "inconveniente" era costituito dal fatto che per trattare adeguatamente le mucche bisognava alzarsi dal letto almeno un’ora prima degli altri; mi sentivo particolarmente stanco quando era l'ora di andare a lavorare negli orti.

Tutti godevamo dell'abbondanza di latte, dell'affetto delle nostre bestie, che sembrava ci vedessero arrivare volentieri, e ci facevano festa a modo loro quando servivamo l'erba o il fieno, pulivamo i pavimenti, aprivamo le porte d'entrata e "parlavamo" con loro.

Con i miei fratelli a volte parlavamo del carattere delle singole mucche,  una era più docile ed affettuosa, un' altra ci pareva un po’ nervosa ed imprevedibile. . .

Così ho stabilito un rapporto diversificato secondo lo stile delle singole “bestie”. Naturalmente abbiamo assegnato a ciascuna un nome a cui rispondevano.

Ho anche avuto l'opportunità di assistere al parto di alcune, di vedere la loro fatica per mettere al mondo il proprio vitellino, di aiutare o facilitare il parto.

Ho in mente la tenerezza che mi provocavano i vitellini, nelle loro prime fasi della vita.

Potrei dire che le mucche sono state per me un'esperienza intensa e molto faticosa, che mi ha gratificato e assieme sacrificato al loro servizio.

Più tardi, quando ho lasciato Sant'Erasmo, ho incontrato le mucche in campagna, in montagna, dove andavo in vacanza, le mucche mi suscitavano ancora sentimenti veri, nostalgici, ma anche ricordi di sacrifici fondamentali.

Vedere le mucche pascolare in montagna mi ricordavano che erano più fortunate delle mie mucche chiuse in un piccolo spazio senza poter andare mai al pascolo in libertà.

Quando poi vedo gli allevamenti moderni delle mucche, trattate con distacco, indifferenza, meccanicamente, considero la differenza dei sentimenti che erano alla base ai miei tempi, nel rapporto con gli animali e il trattamento distaccato che attualmente hanno gli operatori delle grandi stalle gestite con mezzi quasi tutti meccanici.

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