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La sete

Una delle cose che ho sofferto maggiormente è stata la sete.

Mi dicevano che clinicamente ero idratato e che questo avrebbe dovuto diminuirmi la grande sete che lamentavo.

Neanche l'otorinolaringoiatra autorizzava l'assunzione di acqua perché temeva una broncopolmonite ab ingestis, cioè che l'acqua mi finisse nei polmoni.

Io per questo, specialmente quando mi prendeva la fissazione. Non riuscivo a trovare un pensiero che mi distraesse dl mio desiderio di qualcosa di liquido.

Un infermiere - non so perché, forse mosso a compassione - mi propose di darmi dei pezzettini di ghiaccio da sciogliere quanto più possibile lentamente in bocca, uno alla volta, che non facessi il furbo!

Mi sembrava che mi avesse fatto un grandissimo regalo anche se non comprendevo esattamente che differenza c'era tra bere un po' di acqua e succhiare il ghiaccio.

Me lo ha spiegato: con il ghiaccio l'effetto dissetante è molto più efficace in quanto genera una sorta di anestesia della bocca, che si sente più dissetata con meno liquido e quindi meno rischio. Inoltre, il fatto di tenere controllato che io non cominciassi a tossire era la garanzia che il liquido andava nella direzione giusta.

Bastava un po' di esperienza, volontà, comprensione, oserei dire pietà per eliminare almeno parzialmente un enorme mio fabbisogno.

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