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A me delle fotografie non interessava assolutamente nulla. Erano i miei genitori che, quando c'erano degli "eventi" o delle "occasioni" mi mettevano in ordine per bene per fare la fotografia. Loro, le fotografie le facevano realmente solo nelle grandi occasioni, basti pensare che non hanno nemmeno una foto del loro matrimonio perché il fotografo incaricato ( e possessore della macchina ) quel giorno era ammalato. Nemmeno poi  gli si dava una grande importanza, venivano raccolte ( a casa mia ) in libroni con dei fogli neri e delle etichette angolari che regolarmente si staccavano. Poi, nessuno aveva il tempo e la voglia di sfogliare mai quei libri perché non rappresentavano "momenti di vita" ma scatti su persone messe in posa per l'occasione. La fotografia aveva un altro scopo e cioè quello di documentare un evento, come questo a sinistra, dove veniva ripresa la "baracca" numero uno ma che presumibilmente prevedeva anche la due, la tre  e così via. In questa fotografia è ripresa anche la mia nonna "da giovane". La fotografia era ancora rigorosamente in bianco e nero e spesso, col tempo, virava verso un colore seppia dal sapore antico.C'erano poi, delle fotografie necessarie, come quelle per la Carta di identità, allora ci si vestiva bene, magari una passaggio dal barbiere o la parrucchiera, qualche traccia di trucco e vestiti bene. Si andava a fare una "cosa importante" e non era che il fotografo scattava quattro o cinque volte per poi dare la possibilità di scegliere, lo scatto era uno e doveva venire bene quindi pettinino a disposizione anche a fianco al seggiolino e specchio per l'ultimo ritocco, se necessario. Era in una fase seguente, ed a pagamento a parte, che il negativo poteva essere ritoccato, rigorosamente a mano, per migliorare l'effetto, ma pochissime persone ricorrevano a questo espediente.

 Questa è la foto tessera di mia mamma, non riporta una data ma ritengo che possa essere stata scattata negli anni '50, prima del matrimonio e della nascita di noi bambini. E guai a manifestare una espressione, un sorriso, magari anche solo abbozzato: si trattava di fotografie "ufficiali" destinate al solo scopo di essere riconosciuti in caso di richiesta dei documenti.

Una ulteriore possibilità di avere una fotografia, era quella di ricevere una visita da parte di qualcuno in possesso della macchina fotografica e disponibile a scattare e poi sviluppare, stampare e poi consegnare al soggetto. Non era certo una cosa che succedeva tutti i giorni ed anzi, erano occasioni assolutamente speciali, come quella di prendere un ritratto riferito ad un evento. Nel caso della foto a destra, con i miei genitori fieri della loro nuova casa, iniziata nel 1952 e conclusa ( resa abitabile ai minimi vitali ) nel 1955, anno in cui nacqui io. Rappresentava l'orgoglio di una generazione che, nel dopoguerra, aveva cominciato e stava realizzando la rinascita. E' da osservare come lo scatto di una foto fosse cosa straordinaria si possa notare dalla presenza della ragazza, sullo sfondo, appena fuori dal portoncino di ingresso, che sta a guardare cosa succede di tanto eccezionale. 

Molto più "raro" era avere una fotografia in una situazione "naturale" come questa, nella quale mia sorella, più grande di me di un solo anno, mi tiene in braccio nonostante io non manifesti una grande gioia e forse, nemmeno sicurezza. Oggi, quel palo della luce che si vede sullo sfondo è sparito per lasciare spazio a caseggiati e piante all'epoca inesistenti. In realtà la fotografia non è molto più grande di 5 cm e quindi la scansione mette in evidenza tutti i difetti dovuti in parte alla ripresa ed in gran parte alla conservazione alla quale, come detto, non si dava particolare importanza.

 Piuttosto strana la foto che riprende mia mamma con mia sorella e me, in spiaggia. Credo che si tratti della prima fotografia che ci ritrae in una situazione naturale, una cosiddetta "istantanea", uno scatto quasi moderno che ritrae una scena di vita. Non ricordo che mio padre avesse mai avuto la passione e tantomeno l'interesse per la fotografia quindi, non ricordandomi certo chi l'abbia scattata, posso solo ipotizzare che fossimo in spiaggia con lo zio "Cece" che era un vero appassionato delle modernità. Venivano scattate fotografie assolutamente inutili come  questa della "foto di classe" per le quali venivano stampate al massimo due copie, una per il Maestro ed una per il prete, AI ragazzi veniva, forse, solo fatta vedere.

 

LE GRANDI OCCASIONI

Altre rare fotografie venivano scattate in grandi occasioni o eventi e, sinceramente, non interessavano proprio a nessuno perché esprimevano un grande entusiasmo del fotografo più che un interesse collettivo. Figuriamoci poi in casa. Ma a mio padre piacevano, anche se non le riguardava mai: non si considerava affatto fotogenico.

    

o ancora foto del tutto prive di una storia o di un significato, come questa di mia zia, Lina,  e sua figlia Francesca in riva al lago

o questa, sove mio padre, il primo a sinistra con gli occhiali, viene ritratto assieme ai fratelli, ma solo 5 degli 11 che aveva.

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