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Ricordi vaghi

Sono proprio pochi i ricordi del rientro in camera, la testa tra le garze, tra cuscini e caos generati da una posizione “strana”, non capisco neanche dov’e sopra e dove sotto.

Molta l’ eccitazione mi sento fuori, un altro passo gigantesco fatto … adesso è da affrontare la “prima notte”.

Non ricordo che camera mi avevano assegnato prima dell’intervento, ma ero felice che mi avessero dato una cameretta da solo: tranquilli  gli altri e quindi tranquillo anch’io.

Altri preferiscono stare "in compagnia" ma che compagnia è se non puoi parlare, magari trovi una persona che col labiale proprio non ci azzecca, a quel punto parli e spesso ti rispondono con un si ed un sorriso anche se stai dicendo che hai un dolore profondo ...

Le mie esigenze erano ovviamente molto poche e soprattutto le potevano soddisfare solo gli infermieri o i medici.

Ricordo che  Marco si era portato un “aggeggio” (computer)che aveva   uno schermo piccolissimo, ciononostante, vederlo lavorare tutta la notte con  lo schermo acceso ogni volta che socchiudevo gli occhi, era un motivo di tranquillità, intanto la compagnia garantita, e poi  a riflettere che c’era  “il normale” ad aspettarmi.

Non ho la più pallida idea sull’orario in cui sono stato riaccompagnato in camera, ma sono certissimo di avere accolto l’alba della nuova vita con un sorriso

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