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La sgarbata e maleducata

Mi sono presentato alla segreteria di terapia medica oncologica per chiedere lumi sul dove recarmi, cosa fare e come comportarmi.

Va premesso che per fare la radioterapia e la chemioterapia devo utilizzare una cannula che non mi permette assolutamente di parlare se non con uno sforzo enorme di spinta di aria.

Mi avvicino allo sportello e sento, volente o nolente, che l'addetta aveva in corso una telefonata privata.

Non stava a me decidere se ne aveva il diritto o meno quindi mi sono allontanato dietro la riga gialla di cortesia ed ho atteso.

Quando ha posato il telefono mi osno riavvicinato spiegando a fatica che avevo appuntamento alle dieci e trenta per la prima chemioterapia.

Mi guarda e mi chiede di esibirle il cartellino sanitario di cartone, le dico che non l'ho con me.

Sgarbatamente mi dice

"Lei non può fare la terapia perché solo l'esenzione per patologia indicata su quel cartellino le da il diritto di farla"

Le faccio presente che era tutto organizzato dall'ospedale.

Mi ribadisce

"Mi porti quel cartellino e poi e riparliamo"

"Ma..,

e mi interrompe

"E' inutile che insista"

Continuo

"Ho appuntamento tra dieci minuti"

Si rimette al telefono.

Nel frattempo io frugo tra i miei documenti, giro con "tutto", lei interrompe la telefonata per dirmi

"E' inutile che cerchi, qualunque carta mi fa vedere non serve a niente"

Sempre tenendo presente la mia incapacità di farmi capire.

Alla fine trovo quello che cercavo e cioè la copia a colori dell'esenzione originale.

La esibisco

"Questa è l'esenzione per a patologia 46, signore,sclerosi multipla, nonc'entra niente"

Mi faccio ruotare i foglio e le indico che sotto all'esenzione per patologia 46, illimitata, c'è chiaramente indicata anche l'esenzione er la patologia 48, tumore !

La cortesia fatta persona si riguarda il foglio,parla con un collega che le dice che certamente va benissimo allora si rivolge a me senza un commento di scuse, di comprensione, di umanità:

"La prossima volta deve rivolgersi direttamente allo sportello interno, oltre quella porta, è tutto a posto"

Ho finto di ringraziare ma in cuor mio le avrei augurato un piccolo, ma piccolo tumore (qui lho detto e qui lo nego), forse avrebbe cambiato approccio con gli ammalati !

All'altro sportello, ho trovato una persona gentilissima che mi ha chiesto nome e cognome e, rendendosi conto che non potevo risponderle, mi ha chiesto a che ora avevo appuntamento per cercarmi sull'elenco.

Ho riolto estraendo la carta di identità, nome e cognme li ci sono, ha sfogliato l'elenco e mi ha detto che sarei stato chiamato a breve.

Perché al mondo ci sono persone così diverse ?

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