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La visita interdisciplinare

Mi venne fissato un appuntamento per una visita interddisciplinare, mi fu spiegato che sarebbero stati presenti Radioterapista, chemioterapista ed otorinolaringoiatra per verificare il mio stato generale.

L'idea che tre medici dovessero visitarmi contemporaneamente mi ossessionava: già affrontarli uno alla volta era un problema dis olito, averne tre tutti insieme era un'incognita.

Aevo l'appuntamento alle 10,30 ed ovviamente mi presentai con un certo anticipo, 15 minuti circa, all'appuntamento.

Entrai ed esordii alla segretaria che "ero atteso per una visita interdisciplinare". Mi rispose quasi seccata che ero proprio atteso, che i tre medici erano già in ambulatorio, quindi prese la mia cartella clinica e mi accompagnò "di corsa" alla visita.

Feci presente che ero 15 minuti  in anticipo e che di solito le mie atyese andavano da un minimo di 30 minuti ad un massimo di non essere ricevuto affatto !

I medici mi spiegarono, per nulla seccati, che confidavano su un mio anticipo e che si erano ritrovati casualmente tutti e tre al caffé e che non c'era problema,.

La visita tanto temuta consistette in una domanda da parte del chemioterapista:"  come va ?".

Di qualsiasi sintomo, dolore, difficoltà avessi accennato la risposta era "è normale".

La cosa che ho trovato più buffa (ed uso un eufemismo,è stata la visita dell'otorinolaringoiatra che, impugnato il laringoscopio, alla mia domanda se avessi dovuto togliere la cannula , mi rispose di no. Restai sorpreso di effettuare una laringoscopia con la cannula che impedisce di fatto il passaggio del laringoscopio.

Fui visitato quindi dal naso alla cannula e poi dalla cannula ai polmoni, saltando in toto la parte, quella della trachea a contatto con la cannula, la parte più irritata della "gola" profonda.

Allora si avvicinò il radioterapista pèer verificare lo stato delle ustioni, ed al suo invito a non levare nulla delle protezioni in garza che avevo s protezione, mi parve veramente il colmo e quindi con una certa energia (rabbia) tosi di fatto tutto e scoprii le ferite spiegando che volevo esere visitato ed eventualmente consigliato sulla terapia che stavo seguendo.

Scoprirono che avevo anche una forma fi candida orale che andava curata con antibotico in gel da sciogliere in bocca, che mi sarebbero state utili pomate rigeneranti della pelle ma che, tutto sommato, avevo avuto buona cura delle mie ferite e mi chiesero che pomata utilizzavo.

Forse altre persone tentano di sfuggire a queste necessarie verifiche ma a me sembrava di rendere utile l'incontro che aveva raggruppato quattro persone alla stessa ora dello stesso giorno per lo stesso argomento.

Mi fissarono l'appuntamento successivo a distanza di un mese e mezzo, rimasi interdetto perché intesi che questo ritardava il secondo intervento, quello della laringoplastica. Desolato me ne venni via, convinto che il mio itinerario avrebbe subito un ritardo di un mese e mezzo: continuavo a domandarmi il perché, se mi avevano trovato "nella norma" e sostanzialmente molto bene.

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