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Due metri e due misure

A distanza di pochi giorni, fui ricevuto dal primario di otorinolaringoiatria oer una visita di controllo,

Questa volta senza cannula, venni visitato con una laringoscopia degna di essere chiamata tale.

Fui palpeggiato lungo tutto il collo fino alle spalle e mi fu chiesto se avevo dolori residui. Risposi di no e domandai preoccupato quale era la conseguenza di un appuntamento così distante per la prossima visita interdisciplinare, visto che anche li mi aveva trovato bene.

Finalmente mi fu spiegato che la visita interdisciplinare nulla aveva a che fare con gli interventi o le decisioni che venivano prese sul mio futuro. SI trattava di visite mirate a monitorare lo stato dei pazienti radio trattati, ma fini di ricerca e di studio, nessuna ingerenza sul percorso ospedaliero previsto o mutante.

Mi sentii rassicurato e chiesi allora come si sarebbe potuto procedere.

L'idea era di farmi raggiungere un altro ospedale specializzato in laringoplastica perché li da lui non erano attrezzati e nemmeno avevano l'esperienza necessaria.

Le cose mi sembravano chiare, adesso e chiesi quando avrei potuto farmi vedere dal primario dell'altra  ULSS.

Mi venne detto che ne avrebbe parlato lui mnel corso di un convegno al quale avrebbe pèartecipato nel giro di una quindicina di giorni.

Ebbi la sensazione che i giorni, per me avevano un valore di prolungamento della sofferenza e del disagio mentre per loro parklare di quindici giorni era come dire "domani".

Due metri e due misure.

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