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Ferie

Nessuno può mettere in discussione il principio secondo il quale le ferie sono sacre e non si toccano per cui arrivato a questo punto, mi trovo a dover fare i conti anche con queste,non mie, ovviamente.

Però accorgersi che le ferie dell'uno sommate a quelle dell'altro e e che se manca l'uno le cose non procedono perché manca l'altro e viceversa, irrita non poco, sopratutto se si tratta di un intervento che stravolge il modo di vivere di una persona: non si tratta di un intervento che conduce ad un vivere migliore, o meglio, ad una soluzione di un problema, ma di un intervento che apre una infinità di incognite, per molti versi imprevedibili, che potrà modificare l'approccio globale alla vita.

E' vero che io sono abituato ormai da oltre dieci anni a parlare poco, ascoltare molto e evitare interventi che mi obblighino a ripetere più volte la stessa cosa, ma dopo l'intervento proprio non potrò più parlare, almeno per un lungo periodo, fino a ché non troverò la forza, il coraggio e la costanza di imparare a parlare col linguaggio esofageo.

In alternativa, forse, si potrà utilizzare una valvola foriatrica, ma sono tutti incerti ed imprevisti: non tutti riescono a parlare esofageo e non tutti tollerano una protesi fonatoria.

La protesi, inoltre, oltre al grosso costo dell'apparecchio in se, dovrebbe essere rimpiazzata ogni sei mesi circa, con un "piccolo interento". E comunque la parola, il suono, non sarà mai più mediato dalle corde vocali ma sarà frutto di vibrazioni create non so ancora bene dove.

Per quanto uno studi, approfondisca, si interessi, resta una grande incognita in quanto nessuna sperimentazione è possibile prima di trovarsi nella condizione di laringectomizzato.

Carico di tutti questi pensieri, oltre che quello dell'intervento in se che - spero - non dovrebbe provocarmi ulteriori danni cerebrali, ho deciso di andae anch'io in ferie, in una condizione che personalmente giudico pietosa: al mare senza poter andare in spiaggia, in acqua, senz apoter mangiare liberamente, senza prendere assolutamente sole, sapendo che per bere, qualora mi dovesse venire sete, lo dovrò ancora fare con la mia maxi cannuccia sbrodolandomi la bevanda giù per il petto, che se andremi in un ristorante dovrò bardarmi con garze e cannula speciali,

Mili è perfettamente al corrente di queste mie difficoltà però è più contenta di venire via in queste condizioni oramai consolidate che in un post operatorioche potrebbe generare problematiche di qualsiasi tipo, e trovarsi ad oltre quattrocento chilometri da Nick potrebbe essere e costituire un problema grave.

Poco mi intressa che sornionamente anche Nick sia contento in quanto le cicatrici al collo matureranno ancora per un mese e che l'intervento sarà più facile per la migliore tenuta dei tessuti.

Alla fine la via che si semplifica è la sua, non la mia.

Mi rendo conto che man mano che trascorre il tempo, sto diventando sempre meno tollerante rispetto alle problematiche altrui.

Si io ho deciso di non arrabbiarmi iù considerando che alla fine ci sto male solo io, ma non posso far finta di nulla rispetto a quello che mi sta succedendo a causa di inadempienza e disorganizzazione che mi lasciano interdetto.

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