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I postumi dell'arresto cardiaco

Dopo mesi che cercavo la causa del tremore che mi ossessionava tanto da non permettermi di suonare, mangiare, dipingere e perfino lavarmi i denti, sono arrivato, grazie ad un neurologo a determinarne la causa.

Avevo preso un appuntamento a pagamento con un neurologo che bene conosceva mia sorella e del quale avevo avuto garanzia di serietà.

L' apuntamento era alle 16 ed ovviamente mi sono presentato con qualche minuto di anticipo.

Ho dimostrato così la mia ingenuità perché ho scoperto che alla fine, non era tanto l'orario prefissato per l'appuntamento che stabiliva l'ordine di ingresso, quanto l'attribuzione di un numeretto al momento dell'arrivo, quindi era "chi primo arriva primo entra" !

Alle 17,30 cirrca sono entrato, soliti preliminari, spiego il problema ed indico le date degli esami eseguiti moltissimo tempo prima dispostimi dalla sua collega.

Rintraccia gli esami, con una lentezza e flemma da far saltare i nervi al più tranquillo dei pazienti.

Richiama la risonanza magnetica cerebrale e sta li, fermo davanti al video, senza mutare di espressione per una quindicina di minuti. Immobile, sembrava si fosse addormentato con gli occhi aperti ! Sono rimasto interdetto per quindici minuti, pensando a cosa stesse maturando nel suo cervello.

Interruppe il silenzio e mi disse che avevo sofferto di una ischemia cerebrale, e che questo era evidente in un punto specifico del mio cervello. Ha girato lo schermo e mi ha mostrato una chiazza biancastra nel mezzo di una massa grigio scuro. Poi mi ha spiegato che normalmente l'immagine avrebbe dovuto essere simmetrica e che proprio la mancanza di simmetria indicava un risentimento della parte destra del mio corpo.

Semplice, ho pensato, ma subito mi sono chiesto il perché questa lettura di quindici minuti aveva dovuto essere sostenuta da un pagamento e perché questa era stata fatta solo dopo quattro mesi dall'esecuzione dell'esame.

Mi ha spiegato che la mancanza di afflusso di sangue alle cellule cerebrali ne aveva provocato la morte e che quindi si trattava di un danno sostanzialmente irreversibile a meno che non si fosse riusciti a delegare un'altra parte del cervello al controllo delle neuropatie destre.

Per fare questo era necessario moltissimo esercizio da parte mia ed unsupporto farmacologico che rallentasse gli input neurologici al lato destro del corpo.

Questo farmaco,però, poteva provocare sonnolenza e quindi mi ha raccomandato di assumerlo solamente quando fossi stato certo di non dover guidare o vivere in modo attivo.

Verso le 19 sono uscito dal suo studio, con Milli siamo usciti da una porta secondaria ( oramai conosco l'ospedale come casa mia ) per la "vergogna" che provavo io rispetto a chi ancosa stava fuori ad aspettare delle 17.

Un attimo prima di uscire mi ha raccomandato di tornare da lui trascorssi circa quindici giorni, con impegnativa del medico di base, ma senza pagare la visita, considerandola presa visione di esami.

Non ero affatto sereno e tranquillo dala diagnosi anche se credo di essere stato preparato.

Quello che mi innervosiva molto era il tempo trascorso tra l'indagine strumentale e l'analisi del risultato, fatto solo dopo una pressione da privato.

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