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Il terremoto

Il mattino seguente, ignaro di come sarebbero statio distribuiti i nuovi appuntamenti, mi sono presentato alle otto, pensando che era preferibile attendere una mezz'ora programmata che rischiare di attenderne due  senza preavviso.

La puntualità non è evidentemente una dote di questo medico che, anche se svizzero, ha iniziato a chiamare alle nove e trenta. Io comunque mi ero fatto un'ora e mezza di sala di attesa, quindi il mio giusto lo avevo dato e sono stato chiamato per primo.

Mi ha chiesto come andava con la terapia e gli ho spiegato che il farmaco che mi aveva dato mi provocava, nell'attimo stesso in cui mi rilassavo, sonno, non sonnolenza e che non l'avrei più preso per paura di trovare rilassamento durante la guida o in circostanze pericolose.

Mi ha detto che ero libero di fare come credevo, ma che l'unica alternativa che avrebbe potuto darmi era quella di iniettare un farmaco inibitore dei muscoli del braccio ma che questo mi avrebbe - come conseguenza - impedito di guidare e di fare altre attività a priori.

Non mi è sembrata una proposta molto ragionevole ed ho rifiutato.

Durante la conversazione, ad un certo punto, è partita una lunga scossa di terremoto che ci ha zittito entrambi.

Io ho sentito diverse persone urlare,correre, reagire, li si è completamente bloccato, le mani sulla tastiera e gli occhi fissi.

Ho aspettato la fine del terremoto per nulla impaurito ( sono molto fatalista ) e quindi ho atteso che anche lui si riprendesse dalla paura.

Ma non si riprendeva più, sembrava una statua, sempre fisso li, a guardare lo schermo, giuro che mi veniva da ridere.

Ho interrotto il silenzio dicendo " bene, allora me ne posso andare " e lui mi ha guardato, prima mossa dopo una decina di minuti, e mi ha detto "ma è statao il terremoto? ".

Ho confermato e per sdrammatizzare gli ho detto che oramai era passato e che se doveva venire giù tutto sarebbe stato tardi per muoversi.

Mi ha guardato incredulo, forse mi ha preso per un cinico, e mi ha tranquillizzato spiegandomi che l'ospedale era di recentissima costruzione e che era tutto montato su sfere ed ammortizzatori antisismici e che quindi l'unico posto dve c'era da aver paura era in prossimità delle ampie finestrature dove era possibile che una vetrata singola cadesse.

Per fortuna che mi ha rassicurato perché iomi sono alzato ed ho preso la porta diretto, lui si è alzato per salutarmi e darmila mano ma si muoveva come un automa.

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