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Tutto macchinoso

 Sapevo che le procedure per le indagini ospedaliere preventive all’intervento erano andate avanti e difatti mi ha telefonato il “caposala” invitandomi a  presentarmi li l’indomani mattina per elettrocardiogramma,  ecocardiogramma,  visita cardiologica di controllo ed ecocolordoppler agli arti inferiori. Si prospettava un fine mattinata impegnativo, considerando che il primo appuntamento lo avevo alle 12 in otorinolaringoiatria; mi chiedevo perché poi in otorino quando si trattava alla fine di verifiche cardiologiche.

La procedura prevedeva che un infermiere di otorino mi accompagnasse giù in cardiologia, con la cartella clinica completa ( tre chili di carte).

Finita la visita cardiologica, se di visita si può parlare perché il medico si è assolutamente limitato a constatare che a dicembre avevo avuto un arresto cardiaco e quindi dovevo essere sottoposto ad ecocardiogramma di controllo. Ma questo lo sapevamo già, o no ?

Ritorno in otorino con tanto di cartella clinica (  e da li, altro infermiere che mi deve accompagnare a fare l’ecocardiogramma, sempre con appresso i tre chili di cartella clinica, mai affidata a me. Il medico, dopo aver effettuata l’analisi mi ha espresso il suo parere favorevole all’intervento.

Altro giro in otorinolaringoiatria per farmi recuperare da un altro infermiere per l’accompagnamento all’ ecocolordoppler. Eseguito questo esame mi hanno detto che potevo andarmene dall'ospedale perché avrebbero provveduto loro a far rienbtrare la mia cartella clinica in otorino.

Ma lo sanno nelle ULSS che é esistita, tempo fa, la posta tramite tubazioni ad aria compressa, che nei supermercati ti  permettono di entrare con borse tue ma le sigillano all'ingresso, che esistono gli antitaccheggio ?

Perché un paziente deve girare da un reparto all'altro sempre accompagnato da un infermiere che gloi porti la catella clinica.

Comprendo perfettamente che è preziosa, ma anche che l'intero contenuto è informatizzato, che nessun paziente ha inrteressa a far sparire analisi andate male ( per poi rischiare di doverle ripetere ) tantomeno quelle andate bene.

Ma mi sono reso conto che i chilometri (nel vero senso della parola) non contano, l'importante è continuare a trattare il paziente come una persona di cui diffidare ?

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