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Incontro con Nick

Avevo appuntamento alle 11, come al solito speravo di cavarmela con poco: la speranza è sempre l'ultima a morire !

In effetti lui mi ha incontrato alle 11 precise, ma solo per dirmi che era stato chiamato giù da un altro paziente che aspettava da un’ora e mezza, poveretto e che sarebbe tornato da me nel giro di una quindicina di minuti.

Avevo capito: avrei fatto tardi per qualsiasi appuntamento: se aveva detto un quarto d’ora minimo avrei dovuto attendere un’ora.

Mi sono seduto su una seggiola all’interno del reparto e, nonostante i vari solleciti ad andarmi sedere in sala d’attesa, sono rimasto li per oltre un’ora.

Ne ho approfittato, visto che non c’era il caposala, di chiedere per l’ennesima volta (questa però all’infermiera) della mia risonanza magnetica del 2009 che avevo consegnato in rianimazione tramite Milli durante il ricovero di dicembre.

Come d’incanto ( bastava solo cercarla un attimo di pazienza perché erano lastre radiografiche di un certo ingombro) e guardare nella cartella giusta: quelle di rianimazione.

Alla fine Nick è arrivato. Gli ho accennato al mio desiderio ma già quasi decisione di rinviare l’intervento a settembre in quanto stava muando qualcosa all’interno della mi agola.

Sinceramente non so se rinviare l’intervento del 23 luglio per lui sia stato un regalo o se effettivamente fosse convinto di quello che mi diceva: sembrava entusiasta della mia decisione sostenendo che si trattava di un intervento che avrebbe fatto mal volentieri convinto da sempre che sarei riuscito a riprendermi deglutizione e voce.

Ci siamo spostati nella saletta delle riunioni dei medici e li mi ha letto l’esito ufficiale delle analisi cliniche dalle quali risultavo assolutamente operabile con una percentuale di rischio alla normalità.

Mi ha accennato a delle perplessità non risolte per il problema neurologico, allora gli ho detto che avevo appuntamento proprio alla fine del nostro colloquio con il neurologo.

Mi ha proposto di scendere insieme perché avrebbe voluto parlargli anche lui, di me e di un altro caso.

Siamo scesi ed io, assieme a lui, ho percorso i corridoi come un padrone, nessuno che ci fermava che chiedeva dove stessimo andando, diretti dal neurologo.

Quando siamo arrivati al suo studio, l’infermiera ci ha riferito che era di guardia.

Tempo fa mi ero recato in neurologia per un approfondimento della neuropatia agli arti inferiori ed il medico che mi ha visitato mi ha richiesto tulle le risonanze magnetiche fatte dal 2004.

Mi ha detto di essere "di guardia" il venerdì seguangte e mi ha dato il numero di elefono del medico di guardia, specificando che non era il suo ma quello del medico di guardia e che quindi era fondamentale chiamarlo li solo con la certezza che fosse il suo turno, altrimenti avremmo trovato qualcun’ altro. Chiaro, no? Mi sono chiesto perché Nick non abbia usato il telefono per rintracciarlo, mi ha quasi strappato di mano le radiografie e poi è sbottato affermando “ adesso non ho voglia di cercarlo, gli palerò un’altra volta , intanto gli faccia avere queste da parte di Valentino“.

A me la cosa è risultata utile, ma lui cos’è venuto a fare in neurologia ?

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