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Lei saliva troppo

"Dovrebbe smetterla di salivare", con queste parole il medico mi ha fatto accedere al piccolo ambulatorio per le medicazioni.

Sorrisi, tanto era paradossale quello che mi aveva detto.

Io non mi rendevo conto che era si una affermazione paradossale, ma dietro c'era un enorme probElma.

Nella fase di cicatrizzazione, quindi in settima giornata, ho  avuto un arresto cardiaco, come detto sopra, e le menovre effettuate per richiamarmi al mondo avevano strappato alcuni punti di sutura dati all'interno, tra la trachea e l'esofago.

Questo aveva provocato l'apertura di un piccolo passaggio tra i due organi, banale,ma che non permette la gestine del cibo liquido: qualsiasi bevanda, inclusa la saliva, andava di traverso, prendeva cioè per metà circa la trachea e per l'altra metà l'esofago.

Io, di mio, mi ero accorto che mi bagnavo continuamente il corpetto, il pigiama  ma ritenevo si trattasse di una fase transitoria, finché non avessi imparato io a deglutire correttamente.

Ed invece si andava prospettando l'ipotesi di dover rifare l'intervento daccapo e non solo, rifarlo a queste condizioni avrebbe significato fare una laringectomia totale cioè togliermi la voce, l'olfatto.

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