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La stanchezza della sera

Spesso, la sera, ed intendo verso le otto, mi assaliva una stanchezza profondissima.

Normalmente le visite cominciavano alle quindici ma non c'era soluzione di continuità fino alle venti.

Spesso poi, la sera, venivano o Marco,mio figlio,a Lucio,mio fratello il che mi faceva un immenso piacere perché venivo aggiornato sullo stato di salute ed in generale dei miei nipotini, di mia nuora ed ugualmente mio fratello mi portava novità a chiacchiere dalla famiglia sua e quella di origine.

Il grande problema era che nessuno dei due riusciva ad interpretare il labiale.

Per un periodo abbiamo sopperitoconun cartoncino su cui erano scritte tutte le lettere dell'alfabeto e, puntandole una ad una componevo la parola, poi siamo passati ad un foglio di lavoro di Word con caatteri cubitali leggibili anche a distanza, alla fine ho tentato di tirar fuori ache qualche sillaba dalla mia martoriata corda vocale.

Restare in compagnia era bello e gradevole, ma faticosissimo: molto spesso era necessario ripetere, altre volte proprio non veniva colto il senso del discorso, mancando l'espressività della voce, ed altre si sovrapponevano due discorsi diversi per cui era necessario resettare tutto e ricominciare.

Devo dire che spesso la stanchezza "vinceva" sul desiderio di compagnia.

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