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Si va a casa

L'incertezza sul fatto di mandarmi a casa o tenermi li ancora qualche giorno era grande: non ero a posto del tutto con i valori del sangue, non erano certi che avrei saputo arrangiarmi a mangiare, insomma erano, primario in primis, molto perplesso.

Gli ho dato tutte le garanzie possibili immaginabili sul fatto che a mangiare mi arrangiavo e che per tutte le terapie mi sarei affidato al mio medico di base.

Inoltre mi sarei fatto vedere tutti i lunedì ed i venerdì di ogni settimana (i giorni li aveva stabiliti lui): avrei dovuto recarmi li prima delle otto e così mi avrebbe visitato prima di fare il "giro".

Allora, gli ho detto, domani vado a casa ... ma non ero certo, dovevo avere una conferma ufficiale!

Il mattino seguente, sciogliendo ogni dubbio, mi ha detto che avrei potuto andarmene alle condizioni stabilite ed il caposala, subito, mi ha chiesto di lasciargli la stanza libera il più presto possibile.

Ho inviato un messaggio a mio fratello chiedendogli se era libero e se avrebbe potuto venire a prendermi.

Ottenuta risposta affermativa, ho cominciato ad insaccare tutte le mie cose; mi sono reso conto che in quarantacinque giorni ne avevo accumulate di  cose ma non mi sono spaventato ed ho preparato tutto,

Ad un certo punto sono arrivati gli addetti alla disinfezione della camera e mi anno chiesto per quando avrebbero potuto iniziare il lavoro.

Anche subito, mi sono portato le mie cose in corridoio,prima che il primario per caso cambiasse idea, e mi sono messo ad aspettare mio fratello quasi con ansia.

Quando è arrivato, sia io che lui abbiamo salutato il personale di segreteria, il caposala e ci siamo avviati alla macchina.

Nel rientrare a casa, ho voluto passare a salutae i miei vecchi genitori che sono rimasti molto contenti e sorpresi della mia visita.

Neanche il tempo di salutare è arrivata una chiamata sul mio celulare: era l'ospedale che mi minacciava di denuncia ai carabinieri per aver abbandonato la struttura senza la lettera di dimissioni.

Mi sorella, scesa per salutarmi e che ha risposto ovviamente al posto mio, ha cercato di tranquillizzare e di rassicurare che mio  fratello avrebbe provveduto immediatamente a tornare all'ospedale a ritirare i documenti.

Le hanno detto che avrei dovuto esere io di persona e solo spiegando che era uno stress inutile al quale sottopormi, è stata accettata la mediazione.

Lucio, mio fratello che non ha troppe remore, ha avuto un diverbio poi con la dottoressa che aveva chiamato in quanto riteneva eccessiva la minaccia di denuncia,infondo non eravamo scappati.

Conoscevo bene la dottoressa che si era occupata della questione, e sapevo che, molto giovane, aveva bisogno di auto affermarsi a tutti i livelli, da quello clinico a quello amministrativo, insomma una futura aspirante primario, ma aveva molta fretta e spesso non è buona consigliera.

Il lunedì, che sono passato per la visita come concordato, quando l'ho incontrata le ho detto che ritenevo un po' sproporzionata la minaccia di denuncia e che aveva messo in agitazione i miei genitori.

Ho ottenuto delle "scuse" mediate da molti però lei, mi stupisce che, coma ha fato a ....; l'ho lasciata parlare e poi ci siamo salutati cordialmente.

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