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Logopedia

Oggi ho avuto un incontro con la logopedista.

In realtà il ruolo di questa dottoressa sarebbe quello di "svezzare" i laringectomizzati ed insegnare loro a ricominciare ad assumere il cibo per via, per quanto possibile, naturale.

Esistono varie tecniche per avviare questa nuova esigenza esistenziale, altrimenti si deve restare sempre in alimentazione artificiale che, oltre ad essere meno saporita e gratificante è anche molto scomoda e poco valida perché non consente di percepire il sapore dei cibi.

Così abbiamo avviato una chiacchierata su cosa e come avrebbe potuto aiutarmi.

Mi ha chiesto come mangio a casa e se si sta meglio che in ospedale, ovviamente ho risposto di si e che a parte il fatto di stare in compagnia con i propri cari, di ritrovare le proprie cose, c'è anche il gusto di ritrovare i sapori del cibo.

A questo proposito mi ha chiesto come procedeva con la riabilitazione ed io le ho segnalato che non c'erano proprio problmi, mi nutrivo regolarmente con tutto, dal couscous alla pizza, dagli gnocchi ai tortellini.

Un po' stupita, mi ha chiesto come me la cavavo con i liquidi.

Le ho risposto che il mio grosso problema è  la fessura rimasta aperta in base lingua ma che me la cavavo con boli imbonitori o bevendo sotto il rubinetto o con una siringa, spruzzando il liquido in bocca.

Sembrava un po' divertita, entusiasta e sconcertata, ed ad un certo punto mi ha detto "Senta, io credo proprio di non avere niente da insegnarle anzi, sarebbe importante che persone come  lei, che hanno appena passato l'intervento, che si stanno preparando alla rado, che hanno avuto i danni della rianimazione, che sono sempre allegre, passassero per i reparti a parlare con i vari pazienti che questi problemi li vivono e non riescono ad uscirne ".

Le ho risposto che per fare questo, ci vuole una preparazione superiore: una cosa è riuscire a tenere se stessi su di morale, un'altra è tirare su gli altri.

Inoltre, e l'esperienza con l'Associazione donne malate di tumore al seno, ho imparato che spesso chi è dentro al problema pensa "bravo lui a parlare, adesso che ha superato il problema".

Forse, in un futuro, quando e se riacquisterò la voce o imparerò a parlare in modo alternativo, se troverò un equilibrio ed una serenità mia personale, potrò ipotizzare di portare aiuto e solidarietà agli altri.

Ci siamo lasciati d un dialogo interessante perché io avevo la visita neurologica di li a poco, con l'intenzione di rivederci, anche solo per un saluto, in occasione delle mie presenze in ospedale per le radio chemio terapie.

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