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Il medico di base

Merita indubbiamente una menzione tutta speciale il mio medico di base o medico di famiglia.

E' un signore più o meno della mia età, in molte occasioni flemmatico, in continuo conflitto con l'informatica che considera comoda, e suo malgrado ha imparato ad utilizzare gli strumenti, ma che gli è decisamente ostica ma maledettamente utile.

E' un medico "alla vecchia maniera" , non proprio di campagna, ma "di paese".

Le sue valutazioni, però, sono sempre molto più meditate ed azzeccate di quanto apparentemente possano essere: con un'espressione del viso, un gesto o un'affermazione precisa, è in grado di contraddire la valutazione di uno specialista.

Ricordo bene quando, a seguito di una neuropatia periferica mi avevano diagnosticato una forma di siringomielia, aveva storto il naso, definendola talmente rara, da ritenere difficile l'individuazione con così poche analisi.

Di fatto aveva ragione prché a distanza di un paio di anni lo stesso neurologo mi diagnosticò una sclerosi multipla progressiva, annullando la diagnosi di siringomielia.

Anche su questa non era d'accordo, sia considerata la mia età, sia considerato che gli elementi forniti non erano sufficienti per una diagnosi così "pesante".

Ciò nonostante mi consigliò di cominciare ad assumere un antidepressivo indicandomi il periodo che mi aspettava comunque come un periodo molto difficile emotivamente.

A distanza ancora di qualche anno, anche la teoria della sclerosi multipla venne smontata orientandosi verso una sindrome delle gambe senza riposo, neuropatia periferica e non riguardante il sistema nervoso centrale.

Su questo si è fermato con i suoi no, considerato che la terapia a cui venivo sottoposto era molto simile ad una cura ricostituente.

Così ho imparato che, se lui storge il naso, non è da sottovalutare: dietro al suo atteggiamento da "medico di campagna", c'è in realtà una attenta analisi storica dei suoi pazienti, conosce di tutti vita storia e miracoli, e da più tempo li conosce e più ne conosce.

Così riesce realmente ad individuare un quadro generale complessivo della persona che ha davanti.

In questo periodo, durante il quale mi rendo conto di avere problemi seri, è molto attento, molto vicino, non sottovaluta niente e mi dedica molto più tempo di quello che normalmente io stesso mi aspetterei.

Credo che stia rappresentando il medico che non esiste più: sono tutti talmente specializzati nel loro settore, che non riescono a vedere un insieme, come se l'uomo fosse fatto di tanti pezzi assemblati da un'entità a molti sconosciuta.

Non parliamo poi di pazienti dotati di un'anima,di un sentimento, di una paura, di un' ansia, di amore, di rispetto, sono patologie sconosciute nel sistema ospedaliero.

Per fortuna che qualche "medico di campagna" va avanti ancora "a modo suo".

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