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Tarcisia

Di Tarcisia mi sento di scrivere il nome perché fu,per me e Milli, un infinito contributo affettivo, psicologico e personale. Con lei facemmo un percorso molto importante, inizialmente per trovare il miglior modo per vivere insieme, io e Milli, con un corretto approccio con i figli perché lei era una consulente familiare, ma poi per la mia patologia alcologica. Milli soffriva moltissimo di questa mi dipendenza ed io non riuscivo a venirne fuori ma lei ebbe la fiducia e la costanza di seguirci, accompagnarci, incontrarci ripetutamente, Già diverso tempo addietro Milli aveva deciso di lasciarmi proprio per questo problema e soprattutto non voleva che mi avvicinassi in nessun modo alle sue figlie, ed aveva ben ragione. Io di mio, ricadevo costantemente fino a che, un giorno, proprio Tarcisia ci consigliò, con una intuizione ad alta assunzione di responsabilità, e lo sapeva molto bene, di tentare una convivenza così Milli poteva tenermi sotto stretto controllo per l'assunzione del mio farmaco anti alcol ed evitava di dovermi fare da cane da guardia tutte le mattine passando per casa mia, ed io avrei dovuto impegnarmi veramente a fondo per non toccare più un solo goccio di alcool. Credo che fu una scommessa di vita. Io però, di mio, mi rendevo anche ben conto che si trattava dell'ultima vera possibilità di riscatto, dell'unica reale e radicale soluzione del mio problema ma anche di quello di Milli che, nonostante tutto, aveva continuato ad amarmi e già questo mi sembrava un miracolo. Io avevo intrapreso un percorso serio con il SERT anche se spesso mi capitava di sfuggire, allora con Milli decidemmo che, a partire dal primo febbraio 2004, mi sarei trasferito a casa sua, sarei entrato nel suo mondo dove aveva già preparato il terreno, ma non avrei più toccato alcol. Accettai, era un sabato sera e, nonostante io non sia credente, le proposi di andare assieme la mattina seguente a seguire una Messa per stigmatizzare questo nostro accordo basato sulla fiducia che lei riponeva in me. Da quel momento la mia vita cambiò come si suole dire dalla notte al giorno. Cominciai a mangiare con regolarità, a frequentare i gruppi di auto aiuto, a sentirmi nuovamente vivo. Certo, portavo la mia bella cannula bianca al collo, ma era un'altra vita. Cominciò un periodo di serenità. Cominciammo a definire con maggiore certezza i nostri reciproci obblighi ed impegni, a progettare una vita insieme. Tutte le mattine la aspettavo per il rito dell'assunzione dell' antabuse ( il farmaco che impedisce di assumere alcool ) così che fosse certa che lo avevo preso e vivesse la sua giornata serenamente, e la cosa più bella era che non mi pesava per nulla, era una pastiglietta bianca, assolutamente senza effetti collaterali. Tarcisia mise molto impegno nell'offrirmi l'aiuto di cui avevo bisogno, sottolineava spesso le mie doti fino a riuscire a mettermi in imbarazzo perché nonostante riconoscessi alcune sua valutazioni, quasi rifiutavo di essere lodato, lo percepivo un po' come adulazione strumentalizzata. Non potevo però ignorare che le stesse cose, sostanzialmente anche se su altri temi, mi vennero sottolineate dalla alcologa del SERT. Volevano tutti convincermi che ero una "brava persona" nella quale io non volevo identificarmi. Entrambe sostenevano che io dovevo uscire dal tunnel per me stesso, e non per fare piacere a qualcuno, era in me che dovevo credere non in quello che gli altri mi riconoscevano. Nonostante avessimo iniziato la nostra avventura insieme, io continuavo la mia frequenza dei gruppi di AA e ad assumere la mia pastiglietta. Decisamente le cose sembravano andare bene: io avevo deciso di non rientrare più a casa mi da solo per evitare di cercarmi occasioni per "farmi un goccio" e neanche di uscire. Seguivo le indicazioni di scegliere tabaccherie lontane da bar, di andare a pranzo, nell'ora di pausa al lavoro, in un panificio o in una pasticceria piuttosto che in un bar tavola calda, fermarmi a bere il caffè della mattina in un bar bianco e non in un bar dove vendessero anche alcolici, tutti consigli pratici, di vita quotidiana, semplici ma ben elaborati, organici, messimi a disposizione da queste due professioniste. Sapevo, d'altronde, che assumendo l'antabuse al mattino, anche solo l'odore dell'alcol mi avrebbe fatto stare male.

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