Write a comment

La nuova vita

Nel 2004 la mia vita prese una grande svolta: mi trasferii a casa di Milli ed abbandonai l'appartamento di Via Baracca. Non ero in grande forma psicologica e fisica tanto che lasciai nella vecchia casa i mobili e gli elettrodomestici in "cambio" della dipintura dei muri, in compenso si trattennero l'acconto delle cinque mensilità anticipate versate in nero. Non volevo più andare in quella casa d solo perché temevo che il solo fatto di essere li mi inducesse a bere e questa era una condizione che non sopportavo, considerata la promessa e l'accordo fatti con Milli sull'argomento quindi se dovevo andare a prendermi qualcosa lo facevo sistematicamente assieme a lei.  La mia situazione psicologica, dal punto di vista sociale era nettamente migliorata, meno quella dal punto di vista lavorativo e neurologico. Avevo ripreso a mangiare con regolarità, inserito in una nuova famiglia nella quale godevo di stima e rispetto, oltre che amore. Anche le preoccupazioni di un eventuale ritorno dalla mia ex moglie erano superate ed i miei famigliari cominciavano a vedere di buon grado la mia nuova vita. Milli, da parte sua, non mancava mai di attenzioni, di aiutarmi, sostenermi ed incoraggiarmi ed anche il rapporto con le sue figlie, suo motivo principale ma non unico di preoccupazione, stava marciando bene. Decidemmo dopo qualche resistenza da parte di Milli, di collegarci a internet da casa: lei era preoccupata che le "ragazze" non avessero accesso a siti pericolosi ed io la tranquillizzai perché secondo me era meglio insegnargliene l'uso corretto che lasciarle allo sbaraglio di amicizie o di empirismi. Al lavoro il mio interesse per l'uso dei programmi standard mi aveva nauseato perché sostanzialmente avevo raggiunto una tale sicurezza nella programmazione che perfino Angelo dovette ricorrere al mio aiuto per gestire in rete alcune informazioni comuni, e dal centro elaborazione dati, per quanto attinente alla scrittura di programmazioni locali si riferivano spesso a me. In casa le cose andavano veramente alla grande tanto che il 12 giugno del 2004 feci l'ingresso ufficiale nella famiglia allargata di Milli con un invito ufficiale al matrimonio del fratello come "nuovo compagno di Milli". Ricordo che nella foto di gruppo della famiglia io mi ritrassi in disparte perché mi consideravo ancora non facente parte e Milli mi richiamò ad essere vicino a lei, perché non riteneva di avere nulla da nascondere. In luglio andammo per la prima volta in ferie insieme, nella stessa casetta e con le figlie. Il mio morale era decisamente salito tanto che decisi di cambiare la cannula che mi veniva fornita dalla ULSS con un modello di nuova concezione, molto più ridotta di dimensioni e soprattutto con la caratteristica di assumere la temperatura corporea e di diventare estremamente elastica il che mi permetteva di svolgere meglio tutte le mie attività in quanto i movimenti della testa erano decisamente più liberi. Sapevo perfettamente che avrei dovuto comprarmele io quelle cannule perché non venivano fornite dal SSN ma i vantaggi erano troppi per rinunciarci. Lo svezzamento cioè il passaggio da un tipo di cannula all'altro, lo feci proprio durante le ferie a Riotorto ed andai a ritirare dal corriere il nuovo arrivo il giorno prima di partire. Portai con me nuovamente la macchina fotografica. Ed era la vera immagine del nuovo Valentino che stava tornando a rivelarsi. Partimmo con molte perplessità, dubbi sulla mia salute principalmente. Quando aprii la confezione della prima confort (era il nome della cannula dato dal fabbricante) presi letteralmente paura, costava, all'epoca, oltre centoventi euro e al vederla pensai di avere sbagliato le misure: era infinitamente più piccola di tutte quelle che avevo portato fino ad allora. Controllai e ricontrollai le misure interne, esterne e mi resi conto che la portata d'aria, che era quella che ala fine mi interessava, era la stessa, identica ! Il problema era che nessun otorinolaringoiatra mi aveva autorizzato ne indicato l'uso di questo tipo di cannula e quindi per me si trattava di una sperimentazione tutta personale. Decisi quindi di fare le mie prove solo dopo essere arrivato a destino. Li ci impossessammo della nostra casetta, preparammo letti, cena e le cose per la spiaggia per il giorno dopo. Avevamo prenotato volutamente lontano dal mare, dalla sabbia, per evitare il rischio che me ne inspirassi troppa. La mattina seguente andammo, infatti, in piscina. A metà mattina presi la grande decisione: andare a provare ad usare la cannula nuova. Togliere la vecchia e mettere la nuova fu facilissimo, ma quest'ultima era particolarmente piccola e toccava dei punti interni delle trachea completamente diversi da quelli che io ero abituato a percepire stimolati e questo mi provocava continuamente tosse e conati. Andavo dalla piscina alla casetta a mettere ora l'una ora l'altra, preoccupato di non riuscire ad adattarmi rapidamente alla nuova situazione. Ad un certo punto pensai di avere sbagliato tutto, avrei dovuto  tornare alle vecchie cannule rigide e grosse. Milli non mi fu di molto aiuto perché era più preoccupata di me, lei era addirittura terrorizzata tanto che la sera pretendeva che mi mettessi la vecchia per andare a dormire. Il suo terrore, per contro, mi stimolò a riuscire perché la mia logica mi diceva che tutte le misure interne, quelle esistenziali, erano corrette e si trattava solamente di forza di volontà. E così fu, difatti perché alla fine delle ferie, quindi in una quindicina di giorni, ero completamente assuefatto al nuovo sistema e godevo davvero dei benefici portati dalla sua delicatezza, morbidezza, flessibilità: solamente alla guida era tutta un'altra cosa, ma mi prese anche un nuovo entusiasmo: ero riuscito a gestirmi ben oltre le indicazioni mediche, sempre impostate all'insegna della prudenza, ma anche, purtroppo, alla mancanza di tempo, di fondi, della volontà di dare ad un malato di tumore alla gola il "meglio" per facilitare uno stile di vita migliore. C'era spazio per altri esperimenti, la ricerca di nuove soluzioni, sperimentavo su di me, e non pretendevo di redigere protocolli. Nello stesso anno, poi, ripresi a lavorare in casa nel senso che trovavo moltissimi lavori lasciati "da fare" nel tempo come dipingere, rinnovare alcuni arredi, e durante il mese di agosto, mese in cui non ebbi alcun problema ad ottenere le ferie, lavorai molto e molto bene soprattutto, reggendo la fatica. Io ero entusiasta, Milli piuttosto spaventata, sia dalla rivoluzione che stavo creando in casa, sia per il fatto che lavoravo comunque in condizioni precarie considerata la mia respirazione dipendente dalla cannula tracheostomica. Il 2 ottobre del 2004 si sposò mio figlio maggiore, Marco, al quale feci un servizio fotografico completo, dedicando per l'intera giornata e fino a sera tardi tutto l'impegno che questo tipo di cose richiede. Insomma, mi sentivo veramente rinato sotto tutti i punti di vista.

You must login to post a comment.
Loading comment... The comment will be refreshed after 00:00.

Be the first to comment.

config
I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Maggiori informazioni Ok Rifiuta