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Soledonna, 8 Marzo 2007

Ottenni il patrocinio della Regione Veneto, dalla Provincia e del Comune di Venezia, per cui potemmo arricchire i nostri manifesti con questi tre importantissimi supporter, oltre al logo del CSV ... Una sera, avendo raccolto un po' di adesioni, ma senza ancora alcuna quota di iscrizione, e dopo una assemblea che sembrava una riunione tra amici, decidemmo di andarci a mangiare una pizza tutti insieme, da amici, da persone che condividono un progetto. Proprio durante la cena, nonostante le mie difficoltà ad esprimermi per la laringectomia, cominciammo a riflettere sulle esigenze di una Associazione per essere configurata in modo legale, del consiglio direttivo, composto da Presidente, Segretario, Tesoriere, della necessità di avere dei Consiglieri e dei Probiviri .... Ci lasciammo tutti un po' sconcertati perché gli adempimenti amministrativi sembravano spaventare tutti: dalla registrazione dello Statuto, oramai scaduto e che richiedeva 130€ di registrazione, all'organizzazione della sede, alle nomine, ai progetti prioritari da mettere in agenda. Spiegai che essendo rimasta ferma per quasi cinque anni, il tempo per "rimettere l'Associazione in  essere" era in scadenza per questioni legali.

La sera del giorno seguente, ricevetti una telefonata che ricordo benissimo perché fu :

"Ciao Valentino, sono Francesca, ti ricordi di me ? Quella con i capelli neri"

Mi disse che era entusiasmata dall'idea di avere un "uomo" attivo sul volontariato riferito al tumore al seno e cominciò ad esplodere con una serie di idee ed iniziative per recuperare credibilità sul territorio delle Riviera del Brenta, sulla Direzione ospedaliera, su come racimolare un po' di denaro. Le spiegati che non ero io l'artefice ma che era necessario coinvolgere anche Annalisa. Mi propose un appuntamento per il sabato successivo convocando Annalisa e Fiorella, Sonia, Michela, Franca e Franco che poi tra me, Valentino, e lei, Francesca, avremmo discusso su come partire veramente. Iniziammo con il riordino della sede, tutti i vecchi materiali da buttare, con il la ricerca di condivisione da parte di altre Associazioni, gruppi, comitati culturali e ricreativi, e Proloco, persino con il CROD (Comitato Ricreativo Ospedali di Dolo). Ci rendemmo disponibili per partecipazioni a feste coma la "Marcia della salute", la Festa del Volontariato, sia  a Mestre che a Dolo ( sede ufficiale dell'Associazione) contattammo parrocchie e sindaci o assessori per avere spazi culturali e divulgativi sulla prevenzione. Queste nuove iniziative, benché non fosse ancora formato il consiglio direttivo, invogliarono, evidentemente, alcune donne a contattarci ed in relativo breve tempo eravamo in un numero sufficiente per poter depositare un nuovo Statuto, aggiornato alle normative del momento, con l'indicazione dei nomi cognomi, indirizzi e codici fiscali dei legali rappresentanti. Iniziammo con dei mercatini della solidarietà, con pochi e scadenti materiali messi a disposizione dai vari iscritti e continuammo, poi, con attività sempre più  raffinate, con materiali prodotti da noi. Ovviamente non era una attività estremamente redditizia, ma era sufficiente per farci sopravvivere.

Un "bel giorno" venimmo a sapere ce si era liberata una stanza, sempre all'interno dell'ospedale, molto più decorosa e prestigiosa; Francesca non ci pensò su molto, fece appello a tutte le sue conoscenze, alla sua dialettica per ottenerla in assegnazione. Fu un periodo di intenso lavoro ai fianchi della Direzione ospedaliera perché per ottenerla dovemmo recarci molte volte in Direzione, parlare con l'uno, con l'altro, rinviare attendere la decisione del Consiglio Direttivo .... Sorse poi il problema dell'Assicurazione dei Soci e delle persone che si fossero recate  all'interno della struttura. Su questo mi fu molto utile aver partecipato a diverse riunioni del CSV perché mi risultava che, legalmente, l'assicurazione, per strutture concesse in gestione, doveva essere a carico dell' ULSS e non dell' amministratore del locale. Contattai così l' AVAPO (Associazione Volontari Assistenza Pazienti Oncologici ) e l' AVO ( Associazione Volontari Ospedalieri) che mi confermarono di essere completamente coperti in termini assicurativi dall' ULSS, ovviamente la mia informazione la tenni di riserva, da tirare fuori dopo l'assegnazione della nuova sede anche perché oltre all'assicurazione erano inclusi camici e materiali di consumo di tipo ospedaliero. Dovevamo, a questo punto, presentare uno Statuto dell'Associazione, era l' 8 Marzo 2007. Eravamo partiti con la cena di inaugurazione il 2 Febbraio, ci avevamo messo poco più di un mese, ma proprio poco ...

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