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Favaro269

Il 2007 fu un anno decisamente importante per me perché ero estremamente motivato: avevo ritrovato voglia di vivere, di fare, di lavorare, le cose in casa e con la salute andavano veramente bene, mi ero abituato e rassegnato alla mia cannula alla quale facevo regolare manutenzione e, quando ne sentivo il bisogno, la sostituivo con una di nuova che mi compravo in totale autonomia dai medici. Ricordo bene che Milli era molto preoccupata quando mi vedeva lavorare con tenacia e quasi affanno perché temeva che polvere, aromi, o altro potessero danneggiare i miei polmoni, collegati all'esterno anche dalla cannula che io naturalmente, da incosciente, non proteggevo mai.

In Settembre di quest'anno, ed esattamente il giorno 26, venne un diluvio pauroso che non solo durò diversi giorni, ma scaricò nella mia zona una quantità di acqua incontenibile. Mestre, e tutto il circondario, andarono sommersi da fiumi di acqua, fango, petrolio, oli, le foglie otturarono i tombini, la laguna di Venezia non riceveva e fu un vero e proprio disastro ambientale. Il mio collega, quello che mi approvvigionava di toner rosa, per capirci, era a conoscenza del fatto ch io gestissi il sito internet di Soledonna e così mi venne a chiedere se fossi stato disposto a collaborare con lui sulla costituzione di un Comitato Allagati di Favaro Veneto, zona in cui lui risiedeva e che io conoscevo benissimo per averci trascorso ben ventiquattro anni della mia prima vita coniugale. Accettai e ci demmo un appuntamento a casa sua per il sabato seguente per cercare di capire come organizzare i nostri rapporti. Lui mi preparò una cartella, nel suo computer, di tredici gigabyte, mi disse che mi aveva preparato tutto e che sarebbe stato sufficiente riordinarlo per mettere tutto nel sito. Lo scrutai attentamente e gli domandai se intendeva parlare seriamente o se stava scherzando. Un sito internet da tredici gigabyte non ce l'ha neanche una banca ! Mi rispose che sapeva perfettamente che io sarei stato in grado di "scremare" il materiale che comprendeva fotografie, articoli di giornale, filmati, interviste, audio, e tutto il possibile immaginabile. Nonostante questi presupposti, accettai di collaborare e mi potai a casa il malloppo nella speranza - tra l'altro - di trovare realmente il tempo per lavorarci su. Ci organizzammo anche per fare dei tour fotografici alla ricerca di danni, di tristezze, di persone disperate, di problemi non evidenziati dalla stampa, di punti nevralgici degli scoli d'acqua lasciati in dimenticatoio. Io comprendevo che si trattava di un lavoro che avrebbe richiesto almeno un anno anche perché dovemmo rapportarci ad altri Comitati del territorio veneziano e soprattutto al Commissariato Speciale del Governo per gli allagamenti del Veneto, Comune, Provincia, Regione ed altri vari organismi come StoriaMestre i comitati del Marzenego ( fiume che scorre nella nostra zona), ingegneri idraulici come ID&A ed altri che adesso non mi sovvengono e forse è anche meglio.

Lavorata la prima fase ( trattavo il sito del Comitato normalmente la sera, dopo cena, anche fino alle 23,23.30) il lavoro diventò sempre più di routine. I vari interventi che vennero fatti sul territorio, misero man mano e col passare degli anni, in sicurezza idraulica l'intera zona e potemmo dire, nel 2012 che il Comitato Allagati di Favaro Veneto ( favaro269.pv3.it) aveva cessato la sua ragion d'essere, anche se continuiamo, adesso, con Favaro270.pv3.it che è la condivisione della gestione delle acque a livello regionale.   

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