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2008, il ritorno in otorinolaringoiatria

Avevo pensato che avrei potuto liberarmi anche della cannula tracheostomica, avevo intrapreso anche una terapia di agopuntura per diminuire i dolori e sostanzialmente non percepivo il mio morale affondato. Così mi presi un appuntamento privato con il Dott. Ferdinando per verificare se sarebbe stato possibile rimuovere definitivamente la cannula e richiuder chirurgicamente la gola. Mi ricevette ed in cinque minuti mi disse che non era possibile stabilirlo con una semplice visita ambulatoriale ma che avrei dovuto accettare un ricovero, sottopormi ad una micro laringoscopia in sospensione, e questo doveva essere fatto in anestesia generale. Ovviamente accettai fiducioso. Entrai in reparto la mattina e fui ricevuto con un grosso abbraccio dalla caposala che mi chiese come andava, di farmi vedere, che era felice di vedermi così carico ed entusiasta, le spiegai che avevo la speranza di riuscire a liberarmi della cannula e lei me lo augurò di tutto cuore. In mattinata ero già in sala operatoria e, con mio grande rammarico, nel primissimo pomeriggio mi risvegliai con la mia cannula tracheostomica bella, li, al suo posto, credo che sia stato il primo gesto che ho fatto quello di verificarne la presenza. Venne il Dott. Ferdinando, lui non temeva di farsi vedere, si sedette sul letto e mi spiegò con calma che aveva fatto l'indagine ma che non se la sentiva di lasciarmi vivere nella mia e nella sua angoscia perché le stenosi non si erano affatto modificate e tutto sommato era troppo pericoloso eliminare la "valvola di sicurezza" rappresentata dalla cannula. Mi disse anche che mi avevano dato una anestesia molto blanda e che se fosse stato per lui mi avrebbe pure mandato a casa, ma la legge prevedeva che, comunque, dopo una anestesia generale, fosse necessario trattenere il paziente almeno una notte in osservazione. Annuii, tanto, lo scopo non era raggiunto e non era certo né una notte in ospedale né la cannula che mi avrebbero rovinato l'esistenza, ma, forse, i disturbi neuropatici che continuavano a crescere. Per contro Ferdinando mi consigliò di richiedere, prima che scadessero i dieci anni, le copie delle cartelle cliniche dei ricoveri fatti nel 2000 e nel 2002 da Yoghi, mi disse "per ogni evenienza" ma ci l,essi una certa malizia. Così decisi che lo avrei fatto. Il mattino seguante, al "giro dei medici" venero tutti e Ferdinando mi disse, in dialetto veneto," cosa vuoi che ti dica, corri, va a casa, mi dispiace ". Presi le mie quattro cose, mi alzai ed appena fuori reparto chiamai a casa per farmi recuperare con la macchina.

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