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Yoghi e le cartelle cliniche

Mi recai dopo qualche giorno, alla clinica dove lavorava Yoghi per richiedere copia delle cartelle cliniche dei periodi durante i quali ero stato ricoverato; io non vidi lui, andai direttamente all'ufficio cartelle cliniche e li presentai la mia domanda. Pagai e mi feci i miei centotrenta chilometri di rientro a casa. Dopo qualche tempo le cartelle erano pronte e mi avvisarono che potevo passare per il ritiro. Mi seccava percorrere duecentosessanta chilometri per delle cartelle cliniche a me del tutto indifferenti, ma sia perché le avevo già pagate, sia perché mi ero impegnato moralmente con il Dott. Ferdinando di non trascurare la cosa, presi la macchina e me ne andai a ritirare i miei documenti. Arrivai in tarda mattinata e mi recai all'ufficio competente per ritirare quanto aspettavo poi pensai che, tutto sommato, poteva essere molto maleducato essere li al piano terra sotto al reparto e non passare a salutare, a farmi vedere, a dire quanto stavo, tutto sommato, bene così, un po', quasi, controvoglia, chiamai l'ascensore e salii. Arrivai in reparto e trovai un clima freddo, assolutamente indifferente alla mia presenza, mi identificai ma nessuno sembrava neanche ricordarsi che avevo passato con loro quasi novanta giorni e novanta notti, spiegai allora che avrei voluto salutare Yoghi e, se erano ancora li, altri medici dello staff. Fui affidato, da tutti, alla caposala; uso affidato ma intendo scaricato, che mi disse di accomodarmi in quel salone entrata corridoio con le piastrelle che conoscevo a memoria e di attendere perché Yoghi stava visitando e non sapeva come quanto fosse impegnato. Assieme a me aspettavano una chiamata altre sette o otto persone, una alla volta entravano, uscivano e se ne andavano, poi arrivava qualcun'altro e mi sorpassava. Andai allora dalla caposala e le feci presente che io intendevo solamente salutare Yoghi e che non gli avrei rubato più di due minuti, quindi se avesse potuto ricevermi, poi io sarei rientrato a Venezia. Entrò nell'ambulatorio e dopo pochi secondi ne uscì facendomi solo un segnale con l' espressione del volto come a dire " io gliel'ho ripetuto, ma ..". A quel punto avrei voluto non essere mai salito e comunque andarmene, ma la mia etica me l impedì.

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