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Soledonna la fine di un sogno

Fu proprio la fine di un sogno, un brutto risveglio traumatico in un ruolo nel quale non mi riconoscevo e non volevo trovarmi. Durante i due anni durante i quali avevo retto la presidenza, a mio avviso, eravamo riusciti a raggiungere degli obiettivi molto precisi sui quali comunque era necessario lavorare ancora molto: avevamo preso accordi con un fisioterapista per il linfodrenaggio manuale al braccio, con una Associazione di formazione Yoga, con Metabole che era un centro di sostegno per l'accettazione dei cambiamenti del corpo, avevamo una sede oltremodo decorosa, stavamo lavorando su musicoterapia ed avevamo un ruolo preciso all'interno della sede ospedaliera dell' ULSS 13. Qualche entrata l'avevamo tramite i nostri periodici mercatini, sovvenzioni di altre Associazioni, il cinque per mille ed eravamo anche finanziati dl Centro Servizi per il Volontariato per cui riuscimmo ad acquistare spalliere, tappeti, stereo, palle per ginnastica; avevamo perfino concluso una convenzione con Amoena, un' Azienda di produzione articoli per le donne operate al seno per cui protesi mammarie esterne, costumi da bagno biancheria venivano fornite da una sanitaria a prezzi agevolati per le iscritte. Penso di dimenticare molte cose, ma non era questo il punto di cui volevo parlare e cioè dei successi ma di quello che le gelosie personali possono provocare. Mi venne a cercare un giorno una psicologa per propormi di avviare una attività vera e propria di sostegno psicologico. Per ragioni sue aveva bisogno di poter lavorare per almeno tre mesi all'interno di una Associazione di volontariato ma non nascondeva la volontà di avviare un vero programma di sostegno, con tanto di nome e organizzazione. Si chiamò positiva-mente ed io non aspettavo occasione migliore per poter avere a disposizione dei professionisti, con tanto di laurea per avviare cose simili. Per un certo periodo distolsi l'attenzione completa all'intero gruppo e mi dedicai allo sviluppo di questo progetto nuovo ed interessante. Questo, credo, suscitò delle grossissime gelosie tanto che venne fuori la "voce" che tra me e Federica ( questo il nome della psicologa) ci fosse dell'altro al dilà dell'interesse per l'Associazione. Altro punto fondamentale era che io ritenevo che una Associazione di Volontariato non deve capitalizzare, mettere via soldi, avere un conto in banca ben rifornito, ma deve investire man mano che riceve del denaro, lasciano il conto corrente sempre quasi a zero.

Si aprirono dei dissidi interni, conflitti che riguardavano sia la strada da percorrere che i metodi da utilizzare. Si cominciarono a mettere in discussione tutte le spese, tutti gli impegni che l'Associazione assumeva a livello sociale, in sostanza tutte le strategie.

Con Federica riuscimmo ad organizzare un incontro - dibattito pubblico sul tumore al seno e l'aspetto psicologico.

Ottenemmo, per questo, l'autorizzazione del Comune di Dolo:

 

Verbale di deliberazione della Giunta Comunale n. 8 del 26.01.2010

Il Segretario Comunale

_______________________________________________________________________________________

Oggetto: Indirizzi in merito alla concessione del Patrocinio e dell’utilizzo gratuito della sala teatreria

dell’Ex Macello in favore dell’Associazione “SOLEDONNA O.N.L.U.S.”.

L’Assessore ai Servizi Sociali, Sig. Lazzari Gianni, riferisce:

L’Associazione “Soledonna” ONLUS in data 16.01.2010, ha presentato una richiesta per l’utilizzo gratuito

della sala dell’ex Macello, dalle ore 17.30 alle ore 20.30, di mercoledì 10 febbraio 2010 per l’organizzazione

a Dolo di un importante convegno dal titolo “Seno Sano….Sennò”, manifestazione alla quale sono invitati

tutti i cittadini interessati alla prevenzione del Tumore al Seno. A tale convegno parteciperanno importanti

relatori della U.O.S. di Chirurgia Senologica di Dolo e dell’Associazione “positiva-mente”. In

considerazione dell’importanza dell’attività svolta dall’Associazione “Soledonna”, soprattutto relativamente

all’opera di prevenzione, sensibilizzazione, nei confronti di tutta la cittadinanza, ma soprattutto di sostegno

alle donne affette da tumore al seno, ritengo doveroso che l’Amministrazione Comunale conceda il gratuito

patrocinio a detto convegno dell’Associazione “Soledonna” e l’utilizzo gratuito della sala teatreria dell’ex-

Macello per il giorno e gli orari soprarichiesti.

LA GIUNTA COMUNALE

Udita la relazione dell’assessore ai servizi sociali;

Vista la richiesta di patrocinio e di utilizzo gratuito della sala teatreria dell’ex Macello, presentata in data

16.01.2010 al n.1243/7.13, dal presidente dell’Associazione “Soledonna”, con sede in Riviera XXIX Aprile

2, a Dolo, sig. Valentino Pagnin;

Considerata l’attività svolta dall’Associazione “Soledonna” meritevole per la sua valenza sociale ed

umanitaria;

Ritenuto opportuno concedere all’Associazione “Soledonna”, il Patrocinio e l’utilizzo gratuito della sala

teatreria dell’Ex-Macello per il giorno 10.02.2010, dalle ore 17.30 alle ore 20.30, per l’organizzazione di un

importante convegno dal tema “Seno Sano….Sennò”, manifestazione alla quale sono invitati tutti i cittadini

interessati alla prevenzione del tumore del seno;

Visti gli allegati pareri espressi ai sensi dell’art. 49 del T.U. 267/2000;

Con due distinte votazioni, di cui una per l’immediata esecutività, che hanno ottenuto entrambe voti unanimi,

DELIBERA

  1. di esprimere, per i motivi in premessa esposti, parere favorevole alla concessione del Patrocinio e

dell’utilizzo gratuito, della sala della teatreria dell’Ex Macello, all’Associazione “Soledonna”, con sede a

Dolo in via Riviera XXIX Aprile, 2, per il giorno e gli orari richiesti, al fine dell’organizzazione di un

importante convegno dal tema “Seno Sano….Sennò”, manifestazione alla quale sono invitati tutti i

cittadini interessati alla prevenzione del tumore del seno;

Per esigenze di presentazione e su richiesta dei Medici partecipanti, acquistai uno schermo per la proiezione di slides e cercammo di divulgare al massimo l'evento, Quando però mi recai a casa di Francesca, segretaria dell'Associazione, per consegnarle del materiale informativo, la trovai molto fredda ed indifferente quasi la cosa non la riguardasse. Mi disse che avrebbe fatto il possibile. A farla breve, a quell'incontro non partecipò che una minima parte delle iscritte lasciandomi in una situazione decisamente imbarazzante tanto che espressi ai Medici - oltre al mia rammarico - l'idea di annullare la conferenza benché in sala ci fossero una cinquantina di persone. Mi risposero di no e che si sarebbe svolto tutto regolarmente. Compresi che si trattava di un sabotaggio organizzato, voluto e realizzato. Rientrai decisamente nervoso a casa, dopo aver smontato il palco, essermi raccolto cavi e materiali ed aver riordinato completamente la stanza avuta in prestito dal Comune. Il giorno seguente decisi di convocare una assemblea straordinaria urgente. Era nelle facoltà del presidente. Avvisai alcune delle iscritte telefonicamente per far partire il "giro di telefonate" organizzato a piramide in questi casi ma senza risultato, mi venne risposto che nessuna assemblea straordinaria avrebbe avuto luogo e che si sarebbe atteso per l'assemblea ordinaria mensile. Non potei che accettare la decisione del Direttivo e quindi mi preparai per bene a quell'assemblea che si sarebbe dovuta tenere di li a circa venti giorni. Nel frattemepo, comunque, non sospesi la mia attività.

Venne il giorno dell'assemblea, io mi presentai con una buona mezz'ora di anticipo per predisporre tavoli e sedie in sede ed i materiali de distribuire. All'ora stabilita entrarono in sede Francesca, Fiorella Wanda e due signori che non conoscevo affatto ma che mi vennero immediatamente presentati come il Dott. .... ed il Cav. ... ai quali, ritenendoli nuovi iscritti, diedi immediatamente del tu ricevendo un secco diniego al fine di continuare a darci del lei e così mi attenni. Diedi l'avvio all'assemblea ma fui interrotto prima della lettura dell'ordine del giorno da Francesca che mi comunicò la decisione di rinnovare tutte le carice associative. Cercai di controbattere che per legge le cariche associative non possono essere modificate in assemblea ordinaria ma che avrebbe dovuto essere convocata una assemblea apposita con comunicazione scritta a tutti i soci ma non ci fu niente da fare, mi incalzò dicendomi che il Cav. ... d'ora in poi sarebbe stato il nuovo Presidente, che lei avrebbe assunto il ruolo di segretaria, Fiorella di Tesoriere e Wanda di consigliere. A me sarebbe rimasto un ruolo di consigliere del presidente. Dissi che potevo anche essere d'accordo ma che era necessario che il nuovo Presidente esponesse quantomeno un suo programma di gestione dell'Associazione, prima di metterne ai voti l'elezione, e così fece, quasi scocciato nel trovarmi freddo e molto preparato dal punto di vista legale. Espose la sostanza del suo programma che consisteva esattamente nel portare avanti tutte le attività già avviate, esclusa "positiva-mente" con l'esclusione di Federica dal suo ruolo e la riduzione a socia iscritta e la ricapitalizzazione dell'Associazione attraverso quote associative più che decuplicale, sottoscrizioni, finanziamenti pubblici, sponsor, banche ed enti privati. Ebbi l'impressione di entrare in una società per azioni ... che ci fossero stati anche dei dividendi a fine anno ? Un colpo di stato organizzato e così accettai di andare a votazione, scontate in tutto tranne che io votai a favore del cambiamento: ero talmente turbato interiormente che decisi che era corretto abbandonare con il massimo della dignità. Mi vennero quindi richiesti dei soldi ad integrazione di alcuni ammanchi di cassa che mi erano stati univocamente imputati e dissi solo che ero molto dispiaciuto e che non sarebbero certo stati quei pochi euro ( che tra l'altro a me proprio non risultavano ) a scomporre la mia dignità e li versi in contanti al momento, mi fu proposta una ricevuta ma la rifiutai visto che univoca era la definizione univoco era l'incasso. Mi alzai e me ne andai.

Un quotidiano locale pubblicò la notizia:

18 giugno 2010 —   pagina 25  

DOLO. Periodo di grosse novità per l’associazione «Sole Donna» che ha rinnovato il direttivo e proposto un nuovo servizio di linfodrenaggio.

L’associazione, che ha sede nel palazzo 6 «ex Geriatria» dell’ospedale di Dolo, sostiene il percorso delle donne che hanno subito un intervento al seno

Questi gli eletti:

presidente Sergio Righetto,

vicepresidente Olivana Gabbani,

tesoriera Fiorella Fagherazzi,

segretaria Francesca Emaldi,

consiglieri Vanda Frison, Franca Bisso e Silvia Massarotto.

Come supporto post-operatorio da alcune settimane è iniziata un’attività di «linfodrenaggio» manuale o meccanico.

Le prestazioni sono svolte da personale medico specializzato. Info: dal lunedì al sabato 3392997117

Non passò molto tempo che mi arrivò a casa una raccomandata A.R. da parte del Sig. Righetto nella quale mi si intimava:

Di restituire tutto il materiale di proprietà dell' Associazione in mio possesso

Di trasferire immediatamente tutti i dati del sito internet e di chiudere le mie relazioni con il webmaster

Fu una bella soddisfazione potergli rispondere che i materiali erano tutti a disposizione dell'Associazione in un magazzino al quale provvedevo personalmente per quanto riguardava il pagamento dell'affitto ed il riordino dei materiali mentre per quanto riguardava il dominio non avevo alcuna intenzione di cederlo in quanto di mia personale proprietà legale ed anche a volerlo trasferire, non sarebbe stato possibile prima della scadenza del contratto. Avrei oscurato il sito, ma non ceduto il dominio prima di tale data. Diedi l'indirizzo del deposito e segnalai che nessun materiale poteva uscire di li senza la mi apresenza e che si fossero presentati almeno in 4, due facchini e due segretari per fare l'inventario durante le operazioni di carico che non avrei inteso sobbarcarmi ... e di presentarsi con un camion capace !

Consegnai i materiali, oscurai il sito e chiusi con Soledonna, ufficialmente, ma dentro di me sentivo che qualcosa era morto a causa delle gelosie e delle piccolezze umane.

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