Write a comment

La decisione sull'invalidità

Io non accettavo assolutamente l'idea di essere un invalido. C'era Lucia, la responsabile dell'ufficio paghe, che insisteva con me piuttosto di frequente a sollecitarmi ad avanzare all' INPS la richiesta del riconoscimento della condizione di invalido civile e nel 2008 ed esattamente il 12 Settembre, mi decisi a presentare la domanda, corredata dalla documentazione clinica e dei certificati del medico di base. Fui quindi convocato, a breve termine, per la visita medico legale.

Non ho mai capito - visto che in seguito ne ho dovute fare altre - perché l'ufficio medico legale dell' INPS sia stato aperto in centro a Venezia per cui un portatore di handicap deve - inevitabilmente - superare tre ponti prima di poterci arrivare, ponti che, comunque non hanno alcun tipo di agevolazione: sono solamente scalini. Con una certa fatica, visto che il materiale era veramente tanto e lo esigevano già fotocopiato ma con gli originali al seguito, mi recai a questo ufficio. Mi sono anche chiesto perché invece di far muovere quintali di carta non si potesse riassumere tutto in una semplice chiavetta USB, tascabile, comoda, consultabile e con la possibilità d verificare se contiene virus. Mi presentai in perfetto orario, documento di identità, riconoscimento personale e quindi attesa... Ma perché se l'appuntamento è alle 10,45, non "verso le 10.30/11,00 ma 10,45 ) si debba poi attendere per oltre due ore. Finalmente venne anche il mio turno, entrai e mi ritrovai di fronte un "signore" in camice bianco, dedussi che era un medico. Mi fece accomodare di fronte a lui  e cominciò a farmi domande sul perché chiedevo il riconoscimento di invalidità. Già il fatto di dovermi chiudere la cannula per poter parlare avrebbe dovuto dargli qualche indicazione sul fatto che ero un laringectomizzato, ma, probabilmente per deontologia professionale, continuò ad interrogarmi ignorando la mia difficoltà a parlare. Gli spiegai quindi che oltre alla patologia tumorale, avevo anche una diagnosi di siringomielia cervicale che mi dava dei grossi problemi di natura neurologica e che avevo con me un documento che attestava lo stato di disabilità che questa patologia, sebbene considerata rara e non registrata tra le patologie invalidanti, era realmente fastidiosa sul piano della tenuta fisica. Mi chiese di poter visionare la mia documentazione, erano circa seicento pagine .. guardò il pacco inorridito e mi disse che io avrei dovuto portare solamente le cose importanti del mio percorso ospedaliero, gli risposi che quelle era, a mio avviso, la scrematura dell'essenziale di nove anni di travaglio e che sull'importanza o meno ritenevo corretto che fosse lui a giudicare. Gli dissi anche che il dossier che stava analizzando era composto tutto di copie fatte appositamente per lui e che quindi poteva tranquillamente cestinare o trattenere ciò che meglio credeva. Cambiò leggermente espressione all'idea di non dover fare un sacco di fotocopie .. Ci mise una buona mezz'ora a sfogliare - peraltro molto rapidamente e certamente senza leggere tutto - la mia cartella e contemporaneamente mi interrogava su quanto trovava di suo interesse. Mi disse che dal tumore alla gola si può guarire o essere dichiarati guariti, gli risposi che ne ero ben cosciente ma che i danni causati dalle amputazioni degli organi come corde vocali e parte della laringe non erano recuperabili e che i danni erano e sarebbero rimasti permanenti, e che ero anche cosciente che non avrei più potuto frequentare i miei posti di lavoro abituali come le tessiture perché troppo polverose, e che non avrei più potuto avere rapporti telefonici ... Archiviò il discorso e passò alla patologia neurologica. Lesse di questa "siringomielia" e mi chiese di vedere le radiografie. Gli specificai che non era possibile attraverso la radiografia rilevare la striatura siringomielica ma che avevo con me delle risonanze magnetiche nucleari e gliele sottoposi. Le guardò in tutti i sensi, in controluce, con attenzione e poi se ne uscì con una frase che mi lasciò sconcertato:

" Io non posso valutare ne tantomeno giudicare l'interpretazione di un Primario di neurologia, ma secondo me qui di striature siringomieliche non ce ne sono, non posso che accettare passivamente la diagnosi ma senza dichiarare di averla accertata".

Al momento il suo commento mi stizzì non poco perché a quella diagnosi il Dott. Due Cognomi era arrivato in seguito a numerosi esami, anche abbastanza invasivi e pesanti come la rachicentesi, e non comprendevo le sue "perplessità". Alla fine del nostro incontro lui tornò sul mio lavoro e mi chiese dove avessi o stessi lavorando perché, mi spiegò, che li, nel suo ufficio ambulatorio, c'erano dei tendaggi vecchi e brutti e si domandava se io avessi potuto "fare qualcosa". Feci di proposito la figura dello stupido che non capisce e gli spiegai che io lavoravo nel reparto stilismo dell'Azienda ( che lui tra l'altro conosceva benissimo perché era riportato in ogni anno dei miei trentasette di retribuzione nella mia cartella personale ) e che non avevo sostanzialmente accesso a prelievi di magazzino o vendite particolari, e che tutto quello che potevo proporgli era di acquistare a nome mio il materiale con lo "sconto dipendente" e farglielo avere. Questo mi era possibile, null'altro. Mi disse che si soprassedeva al discorso e che si sarebbe tenuto le tende così com'erano: tutto sommato non era poi casa sua ....

Dopo una quindicina di giorni mi arrivò a casa una raccomandata avviso di ritorno, lettera nella quale era indicato che la mia domanda era stata rigettata in quanto non in condizioni di ricevere il contributo come invalido ordinario. Ovviamente chiamai il mio patronato e loro mi dissero che si trattava di prassi comune perché all'INPS, in prima istanza viene sempre rigettata la domanda in attesa della visita medica dell' ULSS di competenza che avrebbe avuto il vero compito di valutare le mie patologie, di stare tranquillo che di li a poco sarei stato chiamato. Cominciavo a non capire bene: una visita la dovevo fare all' INPS, ma quella "buona" era quella dell' ULSS, e poi ? E perché ? Mi spiegarono ch uno era l'accertamento della condizione dal punto di vista legale e l'altro da quello medico. Ma dico io, non si poteva farne una e basta, tutti insieme?

You must login to post a comment.
Loading comment... The comment will be refreshed after 00:00.

Be the first to comment.

You are not authorised to post comments.

Comments powered by CComment

I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Maggiori informazioni Ok Rifiuta