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Ci sposiamo ?

Credo di aver dato di matto. Sono uscito dall'ospedale in preda al panico totale, mi sono sparato direttamente dal mio medico di base ma non c'era, allora ho parlato con la segretaria ed ho ottenuto che mi facesse parlare con urgenza con un suo sostituto. Questi mi ha visto, ha letto l'esito dell'ago aspirato e mi ha fatto una prescrizione urgente per una visita oncologica, raccomandandomi di andare assolutamente il giorno seguente. Eccome ci sarei andato ! La prima cosa che mi chiese Milli, a parte come mi sentivo psicologicamente, fu "vuoi che rinviamo il matrimonio ? ". Preso così, in contropiede da una domanda rigorosamente pratica, le risposi che assolutamente era fuori discussione, era previsto per il 24 di Settembre  e, a costo di sposarci in ospedale per me si faceva ! Mi rendevo conto, però, che le cose non dipendevano tanto da me quanto dalla rapidità e dall'urgenza di operarmi ed ero convinto che il giorno seguente l'oncologo mi avrebbe fatto fare un ricovero urgentissimo. Mi presentai, come al solito, puntuale alla visita, chi non era puntuale, come al solito, fu il medico facendo diventare la mia attesa un dolore, uno spasmo di attesa, un'ansia crescente. Mi fece entrare, accomodare e poi cominciò con l'aprire la mia documentazione, trafila che oramai conoscevo a memoria tanto da diventarmi nauseante. Regressa esotossicosi alcolica, ricovero in psichiatria, io mi domandavo cosa centrasse tutto questo, poi si arrivò al primo intervento, poi al secondo, poi e poi e poi ancora, fino alla fine, quasi in uno stato di sfinimento, arrivammo al'ultima diagnosi tumorale. Mi fece spogliare, mi visitò la gola, il petto, la pancia e quindi mi disse che, a suo avviso non c'erano condizioni patologiche particolarmente gravose a mio carico. Tirai un respiro profondo, quasi risollevato. Poi mi stroncò il sorriso: mi disse che avrebbe affidato all'otorinolaringoiatra una micro laringoscopia per approfondire i danni laringei, mi prescrisse una radiografia polmonare, una risonanza total body, una gastroscopia e poi tutta un'altra serie infinita di esami da far paura. Mi disse che tutte le prescrizioni dovevano essere avvallate dal medico di base e trascritte su prescrizione rossa per avere accesso alle prestazioni in regime di assistito e che poi, una volta fatte tutte le indagini, ci saremmo rivisti per una ulteriore valutazione. Rientrai a casa e cominciammo, con Milli, a cercare di fissare gli appuntamenti, momento doloroso per entrambi. Ad un certo punto decidemmo: ci saremmo sposati, senza dire niente a nessuno, saremmo andati a fare i nostro viaggio di nozze e poi avremmo pensato ai problemi oncologici. Milli non sembrava particolarmente convinta della cosa tanto che insistette a lungo per tentare, almeno, di fissare gli appuntamenti, io le dissi che avrei parlato con il mio medico di base per consultarmi con lui su fatto se la differenza di un paio di mesi poteva compromettere ulteriormente il mio stato di salute. Lui fu molto chiaro, esplicito, senza mezzi termini mi disse che la situazione non era affatto rosea e che si trattava di un problema molto importante da non sottovalutare ma che non era da sottovalutare neanche l'aspetto psicologico del rinvio delle nozze, del viaggio de momento particolare che stavamo vivendo; mi disse che far finta di non saperlo poteva essere umanamente comprensibile, certamente di difficile comprensione per l'oncologo ma che dovevo anche considerare due cose molto importanti: la prima che forse non ce l'avrei neanche più fatta a sposarmi o ad andare in viaggio di nozze, la seconda che proprio avrei potuto non uscirne vivo e quindi mi diede il suo umano parere favorevole al rinvio, e se avessi avuto fede, di pregare.

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