Dicembre 2001

Ovviamente continuavo  la mia terapia basata su venti gocce di tranquillante la mattina, appena sveglio, venti subito dopo mangiato a pranzo e venti la sera, inoltre per dormire assumevo anche un normalizzatore del sonno, un altro sedativo.

Decisero che non potevo restare da solo in una appartamento, ed alla luce degli eventi devo ringraziare il senno dei fratelli che si riunirono, assieme a mio figlio a casa mia una sera. Concordarono fra di loro dei turni di guardia,o di  loro sostenevano che si trattava di assistenza ma io lo interpretavo come prigionia notte e giorno.

Quella sera, non so cosa mi prese, ma siccome in casa avevo delle sigarette, lasciai il salotto per andarmene in cucina, spalancai la finestra e mi accesi la prima sigaretta da dopo l'intervento, una Marlboro, meravigliosa .... Mi beccò mio fratello, ovviamente. Una discussione ( per quanto ero in grado di parlare) perché mi redarguì fortemente ed alla fine mi minacciò di sospendere qualunque tipo di assistenza se io mi fossi comportato in quella maniera. Alla fine cedetti e gli consegnai il pacchetto, con il cuore dentro, per quanto rimbambito dai farmaci,fui in grado di comprendere che non avrei potuto restare da olo in quella casa. Avevo anche il terrore di soffocarmi visto che respiravo per un buon 90% tramite la cannula tracheosromica. Ero decisamente in difficoltà. Non avevo la forza per prepararmi nemmeno da mangiare e po avevo in casa troppi farmaci "pericolosi" per poterli far gestire a me, troppe benzodiazepine, se avessi avuto un momento di depressione, avrei cwrto avuto in casa farmaci da potermi avvelenare. Ma loro parlavano anche di una badante ed io non ero ancora certo di avere davvero uno stipendio

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