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Ospedali …..

Ero impegnato con me stesso a farmi accompagnare, nel corso di queste indagini, il minor numero di volte possibile, ad evitare disagio e a affermare la mia autonomia e serenità nell'affrontare questo periodo particolarmente difficile. D'altra parte, di esperienza come paziente, ne avevo da vendere e tutto sommato ritenevo che anche essere accompagnati non alleviava di molto il mio calvario o forse lo appesantiva per l'impegno che avrebbe dovuto dedicarmi qualcun altro.

 

Così ho deciso di presentarmi i vari esami senza accompagnatore, ed in molti casi direi che è stata una scelta vincente perché io partivo da casa relativamente sereno e sapevo già, a prioni, che il mio ruolo all'ULSS era quello di aspettare, pazientare, sedermi in un angolo o in prima fila ed aspettare, fino allo stremo delle forze, aspettare. Non ero mai riuscito a capire perché venivano fissati appuntamenti con frazioni di orario assurde, tipo alle 9,10  quando fino alle 9,30 non si vedeva anima viva del personale medico o infermieristico. Alle domande la risposta era sempre " si, ma entrano dall'altra parte ". Ma quale parte ? Poi sono venuto a sapere che il "computer", non certo chi aveva architettato il programma, aveva previsto un appuntamento ogni 10 minuti iniziando esattamente alle 9, quindi 9, 9.10, 9.20 ecc. anche se poi per fare materialmente l'esame ci volevano venti minuti e quindi la coda si allungava sempre di più ed i tempi di attesa diventavano esponenziali. Era quindi da augurarsi di essere il primo o al massimo il secondo, altrimenti bisognava presentarsi in orario ma già sapendo che si era clamorosamente in anticipo rispetto all'orario effettivo della visita.

 

Un'altra cosa che non ho mai capito è perché negli ospedali si lavora quasi esclusivamente di mattina. Voi provate ad entrare in ospedale, uno qualsiasi, alle sette, è già popolato dei pazienti che devono effettuare prelievi ed analisi, più tardi, si popolano abbondantemente i punti di prenotazione, le casse e .. ovviamente, le sale di attesa, tutte le sale di attesa ! Qui si vedono i pazienti, tutti, con in mano un numerino e che guardano uno schermo che come audio ha solamente un "bip" quando in un "certo ambulatorio" viene chiamato un "certo paziente". Solo uno esprime il suo gradimento, si alza e sa di avere concluso la sua attesa, tutti gli altri ricontrollano il loro numeretto ( spesso preceduto da una lettera ) e ricontrollano il tabellone. Ciascuno sa di avere un suo "posto all'ULSS" ma non sa mai quando e come gli verrà assegnato.

 

Nel corso della mattinata, lentamente, direi molto lentamente, i pazienti diminuiscono, le code agli sportelli delle segreterie si accorciano e quelle agli ambulatori si smaltiscono; resta il fatto che qualcuno che se ne viene via esauso alle tredici, era li, davanti al suo tabellone luminoso dalle nove e, ovviamente, senza mai essere informato sui suoi "tempi di attesa" e quindi impossibilitato anche ad andarsi a bere un caffè, che se ti muovi ti chiamano !

 

L'attendere, per me, era diventato ed è tuttora, un modus vivendi dell'ammalato, e per attendere non intendo  assolutamente che il Medico debba attendere il malato, intendo ore di attesa .. tutti i pazienti vengono convocati per le otto e trenta, ma vengono ricevuti nel corso dell'intera mattinata; diciamo che in questo caso proprio non vale " beati gli ultimi ".

 

Il colmo, per me, è stato il ricovero: raccomandazione telefonica datami assieme all'avviso che avrei dovuto presentarmi il giorno seguente alle sette per il prericovero: "mi raccomando, a digiuno dalla mezzanotte". Ovviamente mi sono presentato alle sette fuori dal reparto, li ho appoggiato le mie carte e mi sono messo ad aspettare; francamente indispettito dall'attesa, verso le dieci ho chiesto notizie e mi è stato risposto che avrei dovuto aspettare che finissero i ricoveri, po si sarebbero occupati dei pre ricoveri. Il prericovero consisteva nel prelievo del sangue e la radiografia toracica, e per questo dovevo essere a digiuno dalla mezzanotte, ma a digiuno sono rimasto fino alle  quattordici perché fatto il prelievo del sangue, mi hanno indirizzato al reparto radiografico dove mi sono messo nuovamente in attesa. Verso le quindici, e sempre a digiuno, sono uscito anche dal reparto radiologico, sfinito, esausto tanto che non avevo neanche la voglia di prenderlo più un caffè: desideravo solamente andare a casa e riposare. Poi uno dice "ma come mai così sfinito per un prelievo ed una radiografia ? ".

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