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Il materasso ad aria

Erano oramai oltre venti giorni che ero a letto praticamente senza possibilità di muovermi.

Il caposala, molto cortesemente, mi propose di procurarmi un materasso ad aria, antidecubito e soprattutto più comodo per situazioni così pesanti.

Ovvio che accettai subito la proposta, e dopo circa un'ora, arrivò in stanza con un letto completamente nuovo, dotato del famoso materasso ad aria.

Un veloce passaggio da un letto all'altro ed eccomi in una nuova condizione migliorata.

Il caposala mi chiese il mio peso ed io, fatta la tara di aver perso circa otto chili, gli dissi che ne pesavo settantacinque.

Una volta adattatomi alla nuova situazione, inizialmente molto gradevole, mi accorsi che appoggiandosi su un bordo del materasso, avevo la netta sensazione di rotolare giù, col rischio di cadere.

Pensai che dovevo adattarmi alla nuova situazione, e che forse, avendo lo stesso materasso in rianimazione, ma col letto dotato di sponde, avevo memorizzato quello stato.

Piano piano arrivai a convincermi che era proprio il materasso sgonfio:la stessa sensazione che si può avere in spiaggia con un materassino bucato.

Con calma, e senza farmi vedere, mi allungai fino infondo al letto dove c'era l'apparecchio per la regolazione del peso e riscontrai che era puntato a sessantacinque chili.

Va bene la tara mia di otto, ma la tara del caposala di ulteriori dieci mi sembrava eccessiva.

Ruotai allora il regolatore fino a portarlo a settantacinque chili e mi distesi ad assaporare la nuova posizione.

Indubbiamente stavo meglio, mi sentivo più sicuro anche senza le sponde.

Quasi orgoglioso della mia capacità di intuire la causa e quindi di risolvere i problemi, mi sentivo decisamente meglio.

Più tardi il caposala tornò si fermò, osservò e, senza dire niente, riportò il regolatore ai sessantacinque chili.

Mi sembrava di scendere e lentamente essere avvolto dal materasso.

Non avevo voce per protestare quindi aspettai e, appena uscito riportai a settantacinque il materasso, sperando che così potesse restare!

Non c'era niente da fare, appena entrava abbassava il pressostato ma sempre senza dirmi niente.

Il gioco poteva anche andare avanti, ma la fatica che facevo io per raggiungere la manopola di regolazione era troppa: dovevo confrontarmi con sonde, cateteri e flebo di tutti i tipi, e poi il dolore.

Decisi che il gioco doveva finire e quindi chiamai il caposala e gli chiesi di tornare ad un letto tradizionale.

Deluso dal mio rifiuto dell'ausilio da lui proposto, mi disse che tenendolo sotto pressione stavo meglio e che avrei riposato tutto il corpo, che era giusto così.

Non avevo voglia di obiettare con il filo di voce che avevo, ma pensai "E parlarne prima, no ? Potrò decidere io come sto meglio " ma il fato mi si strozzava in gola quindi dopo ancora un'oretta, ritornò il mio "vecchio letto" tradizionale con l'infantile frase del caposala che mi apostrofò:

"Vedrai che trovo a chi darlo questo materasso ad aria e che saprà apprezzarlo meglio di te ".

Per me, che lo desse a chi voleva, non lo sentivo cosa mia e non mi ci ero affatto affezionato

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